PP
Dr. oec., eidg. dipl. Steuerexperte

Paolo Pamini

Attivo
Unione democratica di centroGruppo V
SvizzeraTicino

Mandato
Partito
Unione democratica di centroFonte: UDC
Gruppo parlamentare
Gruppo V
Parlamento
Svizzera
Circondario elettorale
Ticino
Camera / settore
NR
Numero di seggio
78
Pagina del Parlamento
Profilo ufficiale
Dati personali
Sesso
Maschile
Nato/a il
3. Oktober 1977
Stato civile
coniugata/o
Professione
Professore incaricato/Professoressa incaricata
Lingua
Italiano
Contatto
Indirizzo
Piazza Indipendenza 1
6900 Lugano
Attivo anche in
Gran Consiglio
La DestraEx
Riferimenti e fonte
Wikidata
Q123485141
Organo d'origine
CHE
Fonte aggiornata
30.06.2026
Record aggiornato
04.07.2026
Prima importazione
14.08.2025
Comportamento di voto(4261)
  1. No
  2. No
  3. No
  4. No
  5. No
Relazioni d'interesse(5)
Badge d'accesso(2)
  • Lobbista
    Ceresola Sergio · Rappresentante di interessi
    30.09.2025 – 31.12.2199Svizzera
    EXPERTsuisse, Direktor
  • Lobbista
    Geninazzi Angelo · Rappresentante di interessi
    30.09.2025 – 31.12.2199Svizzera
    furrerhugi.ag Svizzera italiana
Interventi(132)
  1. testo del discorso
    Svizzera

    Danke, Frau Kollegin, ich antworte auf Italienisch, denn Sie haben unsere Sprache sehr gerne, wie ich weiss.

    Come ho detto, il punto è che ci sono motivi di sistematica fiscale a favore della riduzione dell'aliquota - perché si tratta di un'industria di esportazione. Come UDC sicuramente non favoriamo una politica di sovvenzioni che causerebbe ancora più burocrazia, nella gestione, anche se queste potrebbero essere mirate su zone periferiche come le piccole valli ticinesi che vi invito a visitare.

  2. testo del discorso
    Svizzera

    Danke, Herr Kollege, es freut mich, dass auch Sie unser Gebiet geniessen und es auch anderen näherbringen. Ich kann Ihnen jedoch sagen, dass die Margen stetig kleiner werden, da die Alternativen zunehmen; ich denke etwa an Airbnb. Die Hotellerie hat ein grosses Problem: Die Kosten steigen, und dies stellt eine nützliche Entlastung dar. Aus diesem Grund hat unsere Kollegin Esther Friedli die Motion 24.3635 eingereicht.

  3. testo del discorso
    Svizzera

    Ich möchte zuerst meine Interessenbindung bekannt geben. Meine Schwiegereltern und mein Schwager betreiben ein sehr schönes Familienhotel auf der Piazza Grande von Locarno. (Teilweise Heiterkeit)

    Unsere Fraktion ist bei diesem Geschäft höchst gespalten. Die SVP-Fraktion hat bei diesem Thema die Hotellerie historisch immer unterstützt. Kollegin Magdalena Martullo-Blocher beantragte mehrmals die Verlängerung des Sondersatzes. Was wir heute besprechen, ist genau die Folge der Motion Friedli Esther 24.3635, "MWST-Sondersatz. Planungssicherheit für den Tourismus"; das nur zur historisch begründeten Position der SVP-Fraktion bei diesem Thema.

    Wir sind im Allgemeinen gegen Steuererhöhungen. Die Abschaffung des Sondersatzes wäre genau eine solche. Wir anerkennen auch das Argument, dass die Hotellerie grundsätzlich eine Art Exportindustrie ist, obwohl sie hier im Land konsumiert wird. Das würde steuersystematisch eine Reduktion des Mehrwertsteuersatzes begründen. Wir anerkennen auch die jetzige Problematik z. B. im Zusammenhang mit dem Krieg im Iran oder im Nahen Osten und die Tatsache, dass die Branche volatil ist und Umsatzeinbussen erleiden könnte. Auf der anderen Seite aber muss man auch anerkennen, dass diese Mehrwertsteuerreduktion eigentlich im Grossen und Ganzen Gebieten zugutekommt, die nicht besonders gefördert werden sollten; wir sprechen insbesondere von den Städten. Wir fragen uns, ob das wirklich ein geeignetes Förderinstrument ist. Die Randregionen und die Kleinbetriebe sind marginal betroffen. Die Belegungsquote blieb über die letzten Jahrzehnte stabil, obwohl die Anzahl der Hotels zunahm. Wir haben uns auch überlegt, dass sich der Hotelverband vielleicht nicht nur für Steuersenkungen, sondern auch für die Bekämpfung von Bürokratie engagieren sollte. Das würde dem Geschäft dieser Branche auch helfen. Das tut der Hotelverband vermutlich nicht so überzeugt.

    Aus diesem Grund wird unsere Fraktion unterschiedlich abstimmen. Ich persönlich werde die Vorlage unterstützen. Andere Kollegen werden sie ablehnen, weitere werden sich enthalten.

    Le groupe UDC est divisé sur cet objet. Il faut se rappeler qu'historiquement, c'était notre parti qui, avec les interventions de notre collègue Magdalena Martullo, s'était engagé pour continuer avec le taux réduit de la TVA pour l'hôtellerie. Aujourd'hui, on est en train de discuter d'un objet du Conseil fédéral qui fait suite à la motion 24.3635 déposée par notre collègue du Conseil des États, Esther Friedli, qui demande de prolonger jusqu'à 2035 le taux réduit de TVA pour le secteur de l'hôtellerie. Il y a donc un soutien du groupe UDC au secteur de l'hôtellerie.

    On reconnaît aussi l'argument selon lequel il s'agit de services liés à une branche d'exportation, bien que consommés localement. Cela justifie, du point de vue de la systématique fiscale, un taux réduit de TVA au lieu du taux normal. On est en général contre des augmentations d'impôts, ce qui serait exactement le cas avec cet objet si on passait avec un taux normal de TVA sur les prestations du secteur de l'hôtellerie. On reconnaît aussi la volatilité du secteur, si on considère surtout la guerre actuelle en Iran et les pressions géopolitiques au Proche-Orient.

    En outre, on se demande si un tel instrument d'incitation est encore correct, si l'on considère que ce serait surtout les hôtels et grosses chaînes dans les villes qui en profiteraient, et pas les petits hôtels des régions périphériques. Si l'on constate que le taux d'occupation est resté stable pour chaque structure, bien que le nombre de structures ait augmenté, on peut aussi se poser cette question. Un aspect qui nous fait réfléchir et qui amènera des collègues du groupe UDC à s'abstenir ou à rejeter le projet est le fait que l'association Hôtellerie Suisse ne s'engage pas tellement pour une diminution de la bureaucratie, qui aiderait pourtant la branche.

    Pour tous ces motifs, les membres de notre groupe auront des positions différenciées. Celui qui vous parle va soutenir le projet - j'ai aussi déclaré mon conflit d'intérêts : mes beaux-parents ont un très joli hôtel sur la Piazza Grande de Locarno -, mais certains collègues vont aussi s'abstenir ou le rejeter.

    Il gruppo dell'UDC è diviso sull'oggetto della riduzione del tasso di aliquota IVA nell'ambito dell'albergheria. Giusto per ricordare il nostro tradizionale grandissimo sostegno a questo settore, mi piace menzionare l'impegno della collega Magdalena Martullo nel passato, proprio per chiedere l'estensione del termine del tasso speciale per l'albergheria, e oggi stiamo discutendo in fondo le conseguenze della mozione Friedli Esther 24.3635, che ha portato appunto a chiedere il prolungamento del tasso ridotto al 3,8 per cento.

    Il nostro gruppo ha sempre sostenuto l'albergheria nel passato, siamo contro aumenti di pressione fiscale e l'abbandono di questo tasso straordinario e speciale sarebbe effettivamente un aumento della pressione fiscale, cosa che noi di principio rigettiamo, vedi anche il nostro programma di partito.

    Riconosciamo l'argomento che da un punto di vista di sistematica fiscale si tratta di un settore di esportazione, benché le prestazioni siano consumate localmente. Questo giustifica effettivamente, da un punto di vista tecnico, un tasso ridotto. Riconosciamo anche il fatto che il settore è volatile per quanto è in crescita; pensiamo solo alla guerra in Iran o alle pressioni geopolitiche in Medio Oriente che potrebbero - o già lo stanno facendo - ridurre il numero di frequentatori.

    Dall'altra parte però ci sono anche argomenti che portano alcune colleghe e alcuni colleghi del nostro gruppo ad astenersi o addirittura a rigettare la proposta. Se pensiamo che questo strumento di incentivo va a vantaggio di zone geografiche come le grandi città, penso a Zurigo, che probabilmente non hanno bisogno di grandi incentivi, c'è da chiedersi effettivamente se lo strumento sia ancora adeguato. Anche il tasso di occupazione delle strutture è rimasto relativamente costante per struttura, malgrado il continuo aumento di letti a disposizione.

    Ma c'è soprattutto un argomento che lascia perplessi non chi vi parla - infatti, io sosterrò l'oggetto - ma alcune colleghe e alcuni colleghi, ed è il fatto che l'associazione mantello, Hotellerie Suisse, non si stia particolarmente ingaggiando per una vera riduzione della burocrazia nel settore, che è una cosa che pure darebbe un po' di sollievo al settore, oltre naturalmente a un tasso IVA ridotto.

    Quindi, per tutti questi motivi il nostro gruppo avrà una posizione differenziata a seconda delle sensibilità di ognuno di noi. Ci sarà chi - come chi vi parla - sosterrà questo aiuto a un importantissimo settore, soprattutto per cantoni turistici come il mio, però ci saranno anche colleghe e colleghi che bocceranno l'oggetto o perlomeno si asterranno.

  4. testo del discorso
    Svizzera

    Il tema di oggi non è un tema tecnico, è un tema di civiltà. Se voi prendete la storia dell'umanità e cercate di spiegare le differenze di benessere in tempo e in luogo, quindi nel corso della storia dell'umanità e tra le varie nazioni, potete spiegarlo soltanto con una variabile: il consumo energetico pro capite. È la variabile che vi aiuta a spiegare la stragrande maggioranza della variabilità. Voi potete prendere qualsiasi misura di benessere, sia questa la mortalità infantile, il grado di alfabetismo, la violenza sulle donne, qualsiasi misura che correla con misure di benessere correla con il PIL pro capite e questo correla con il consumo energetico pro capite. Ed è essenziale garantire all'umanità, e soprattutto a chi abita in questa bella nazione che è la nostra Svizzera, un approvvigionamento energetico stabile e sicuro.

    L'iniziativa popolare "Stop al blackout" chiede esattamente questo, chiede di garantire un approvvigionamento elettrico alla popolazione residente su questo territorio. Il controprogetto indiretto, che pure sosteniamo come Unione democratica di centro, vuole togliere il divieto dell'edificazione di nuove centrali nucleari. Il controprogetto indiretto non è così marcato come l'iniziativa perché non inserisce nella Costituzione una garanzia dell'approvvigionamento ma toglie quello che oggi è l'ostacolo principale proprio alla garanzia di approvvigionamento, ossia il divieto della costruzione di nuove centrali nucleari.

    Perché questo divieto? Noi non dobbiamo convincere la popolazione della necessità di nuove centrali nucleari. La popolazione, secondo un recente sondaggio di GFS di qualche settimana fa, è già convinta, nella stragrande maggioranza, del bisogno del ritorno al nucleare: infatti, il 79 per cento degli svizzeri è convinto che bisognerebbe continuare a fare andare le nostre attuali centrali nucleari; il 59 per cento degli svizzeri è favorevole a nuove centrali nucleari di ultima generazione; e addirittura il 55 per cento della popolazione oggi voterebbe sì all'iniziativa "Stop al blackout". Quindi non abbiamo bisogno di convincere la popolazione. Magari abbiamo bisogno di convincere noi stessi che dare seguito e consigliare di adottare l'iniziativa o perlomeno il controprogetto è una buona scelta.

    Come sappiamo, nel 2017 ci fu una decisione popolare che pose appunto il blocco alle costruzioni di centrali nucleari. Quella votazione va però inserita nel contesto di Fukushima, quando anche l'allora cancelliera Angela Merkel decise la svolta energetica in Germania. Se voi prendete le votazioni in materia di nucleare degli ultimi venti o trent'anni avete praticamente, con l'eccezione del 2017, un continuo inanellamento di voti a favore di questa fonte energetica che, ricordiamolo, oggigiorno è la fonte energetica più stabile per avere energia elettrica senza emissioni di CO2. Quindi, se volete sposare l'argomento che bisogna ridurre le emissioni, effettivamente al nucleare, assieme anche alle rinnovabili - perché probabilmente la strategia giusta è quella di mischiare varie fonti energetiche -, non si può rinunciare.

    A queste conclusioni sta arrivando anche l'Unione europea. Mi dispiace un po' doverla citare ma la presidente Ursula von der Leyen ha recentemente detto che l'abbandono europeo del nucleare effettivamente è stato un errore strategico, tant'è vero che 22 Paesi hanno sottoscritto una dichiarazione per triplicare la produzione elettrica nucleare entro il 2050; tra questi ci sono gli Stati Uniti d'America, il Canada, la Francia, il Giappone, i Paesi Bassi, la Svezia, il Regno Unito e, appunto, tanti altri, 22 nel complesso.

    Vi invito quindi veramente a sostenere l'iniziativa e anche il controprogetto indiretto, che è una proposta moderata ma affronta esattamente il problema centrale. Dobbiamo scendere a patti con la realtà. La realtà dei fatti ci ha detto che la transizione energetica pura sarà difficile da realizzare e non può mantenere, con sufficiente velocità, le sue promesse. Ed è per questo che un mantenimento delle attuali centrali nucleari e poi l'instradamento di lavori tesi a una loro sostituzione è più che opportuno.

  5. testo del discorso
    Svizzera

    Die Rechtsetzung ist eine Kernfunktion der Legislative, des Parlamentes. Wir sprechen hier von Verordnungen des Bundesrates, der Exekutive. Deren nachgelagerte Rechtsetzung unterliegt demgemäss einem Konsultationsrecht des Parlamentes und ist insofern konsistent mit der Kernfunktion der Legislative. Dieses Vorgehen ist bekannt und besteht seit Jahrzehnten oder Jahrhunderten.

    Nun haben wir aber ein Problem, weil bei der Rechtsetzung durch die Finma kein Konsultationsmechanismus des Parlamentes besteht. Die Finma kann Verordnungen erlassen oder auch umschreiben. Es kommen aber auch weitere generell-abstrakte Finma-Regularien zur Anwendung, die im Bundesrecht, dem Finanzmarktaufsichtsgesetz, nicht vorgesehen sind. Dazu zählen insbesondere Aufsichtsmitteilungen und Wegleitungen, die faktisch ebenfalls eine verbindliche Wirkung haben. Anders formuliert: Man kann ins Gefängnis kommen oder gebüsst werden, wenn man sie verletzt.

    Es ist nicht selten umstritten, ob einzelne Finma-Regulierungen über eine ausreichende gesetzliche Grundlage verfügen. Was wir mit der Kommissionsmotion erreichen möchten, ist die Einführung einer Konsultationspflicht bei der nachgelagerten Rechtsetzung. Sie wäre vergleichbar mit dem Verfahren bei Verordnungsentwürfen des Bundesrates. An der Sitzung vom 9. Februar dieses Jahres hat sich Ihre Kommission für Wirtschaft und Abgaben mit dem Thema befasst und mit 15 zu 9 Stimmen bei 1 Enthaltung beschlossen, die Motion einzureichen. Deswegen besprechen wir sie heute hier. Ich bitte Sie im Namen der Kommissionsmehrheit um Unterstützung der Motion. Eine Minderheit beantragt, die Motion abzulehnen.

Contributi(510)
Appartenenze(24)

Immagini(2)

  • Versione 1
    01.01.2025 – 31.12.2199
  • Versione 1
    01.01.2025 – 31.12.2199

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0