GG
lic. phil. / Master of Arts UZH

Greta Gysin

Activo
Die GrünenFraktion G
SchweizTessin

Mandato
Partido
Die GrünenFuente: GRÜNE
Grupo parlamentario
Fraktion G
Parlamento
Schweiz
Circunscripción electoral
Tessin
Cámara / sector
NR
Número de escaño
79
Página del Parlamento
Perfil oficial
Datos personales
Sexo
Femenino
Nacido/a el
6. Oktober 1983
Estado civil
ledig
Profesión
PR energie rinnovabili
Idioma
Italiano
Contacto
Correo electrónico
greta.gysin@parl.ch
Dirección
Casella Postale
6821 Rovio
También activo en
Grosser Rat
Die GrünenEx
Referencias y fuente
Wikidata
Q72112238
Órgano de origen
CHE
Fuente actualizada
24.06.2026
Registro actualizado
06.07.2026
Primera importación
14.08.2025
Comportamiento de voto(8575)
  1. Ja
  2. Ja
  3. Ja
  4. Ja
  5. Ja
Intereses(8)
Credenciales de acceso(2)
  • Lobista
    Humbel Matthias · Interessenvertreter/in
    30.09.2025 – 31.12.2199Schweiz
    transfair, associazione del personale
  • Lobista
    Bauer Thomas · Interessenvertreter/in
    30.09.2025 – 31.12.2199Schweiz
    Travail.Suisse
Discursos(130)
  1. Redetext
    Schweiz

    Um geschlossen abzustimmen, brauchte die Grüne Fraktion keine öffentliche, eindringliche, übergriffige Instruktion in letzter Minute. Wir wissen seit unserer Gründung, dass Atomstrom der Vergangenheit angehört.

    Gegen den Entscheid des Parlamentes, das Neubauverbot aufzuheben, werden wir das Referendum ergreifen. Denn dieser Entscheid ist mehr als die Aufhebung eines Technologieverbotes. Dieser Entscheid rüttelt am Fundament der Energiewende. Investoren und Investorinnen werden verunsichert, die Energiewende verzögert und die Abhängigkeit von Öl und Gas verlängert.

    La transizione energetica non è una passeggiata. Richiede coraggio politico, innovazione e l'impegno di tutta la società. Ma ne vale la pena. La transizione energetica rende la Svizzera migliore. Ci rende indipendenti dalle energie fossili, ci permette di fare la nostra parte per contenere il surriscaldamento globale e contribuisce alla pace nel mondo. Perché energia atomica e armi nucleari sono figlie della stessa tecnologia.

    Die Beratung der Atomvorlage war ein Lehrstück dafür, wie das Parlament mit dem Steuerfranken umgeht. Überall wird gespart und gekürzt. Geht es aber um Milliarden Franken für neue Atomkraftwerke, wird im Parlament nicht einmal über die Finanzierung gesprochen. Dieser aktive Entscheid, nicht über die Finanzierungsfrage zu reden, zeigt, wie unseriös diese Vorlage beraten wurde.

    Ein neues Atomkraftwerk im Jahr 2050 - unsere Schweiz ist 2050 bei netto null. Wir haben defossilisiert und elektrifiziert. Die besten Hochschulen der Welt, unsere Hochschulen, haben saisonale Energiespeicher entwickelt, die günstig und konkurrenzfähig sind und auf der ganzen Welt dazu beitragen, die Energiewende zu vollziehen. Aber etwas wird 2050 bleiben: die Bürde für unsere Kinder, unser gefährliches Erbe, den Atommüll, zu verwalten. Die Geschichte hat uns gelehrt, dass Atomkraft für die Menschen eine Nummer zu gross ist.

    Nun werden wir unsere Energie in das Referendum stecken und Sie alle hier im Haus, Sie alle, beim Wort nehmen. Der Ausbau der erneuerbaren Energien wird mit voller Kraft vorangetrieben - AKW-Debatte hin oder her.

  2. Redetext
    Schweiz

    Caro collega, no, non ritengo che sia più democratico. La libertà di non parlare o di parlare meno è data già oggi con il nostro regolamento. Non è certamente togliendo tempo di parola al nostro Parlamento che, ve lo ricordo, è qua per parlare, per questo si chiama "Parlamento", che otteniamo un sistema migliore.

  3. Redetext
    Schweiz

    La Commissione delle istituzioni politiche propone con 13 voti contro 12 di stralciare dai ruoli le iniziative parlamentari 24.447 e 24.448.

    Le due iniziative riguardano l'organizzazione del nostro Parlamento. La prima propone di ridurre da 5 a 3 minuti il tempo di parola per la trattazione di mozioni, postulati e iniziative parlamentari. La seconda intende lasciare all'Ufficio del Consiglio nazionale un margine di manovra più ampio nella decisione di convocare o meno una sessione speciale. Nella fase preliminare la CIP-N aveva dato seguito con 13 voti contro 12 all'iniziativa sulle sessioni speciali, mentre aveva proposto al Consiglio nazionale, sempre con 13 voti contro 12, di non dare seguito all'iniziativa sulla riduzione del tempo di parola. Il Consiglio nazionale ha tuttavia deciso il 12 giugno 2025 di dare seguito anche a quest'ultima, incaricando così la commissione di elaborare un progetto d'attuazione. Dopo aver riesaminato entrambi gli oggetti, la maggioranza della Commissione propone ora di abbandonare l'attuazione.

    Per quanto riguarda le sessioni speciali, è stato osservato che l'Ufficio presidenziale dispone già oggi di un margine di manovra. Può valutare se una sessione speciale sia davvero necessaria o se vi siano altri modi per gestire il carico di lavoro. In altre parole, non serve modificare il regolamento per scoprire che l'Ufficio può usare il buonsenso. Sulla riduzione del tempo di parola, la commissione è rimasta divisa. Una parte ha sottolineato il bisogno di maggiore efficienza. I lavori sono molti, gli interventi pendenti pure e non tutti vengono trattati entro i termini.

    L'altra parte ha invece ritenuto che accorciare automaticamente il tempo di parola non sia la risposta giusta. Chi vuole parlare meno può già farlo oggi, non è vietato essere concisi. Nel dibattito si è anche ricordato che, se davvero vogliamo recuperare tempo, ci sono altri ambiti da esaminare, per esempio la discussione libera sulle iniziative popolari, dove spesso gli argomenti fanno più giri di posta, oppure si potrebbe depositare meno atti parlamentari o convocare meno sessioni straordinarie.

    Al termine della discussione, la commissione ha deciso di non entrare in merito del progetto di attuazione e, con 13 voti contro 12, vi propone di stralciare dai ruoli entrambe le iniziative.

  4. Redetext
    Schweiz

    Questa mozione è un esempio piuttosto classico di strumentalizzazione politica di un tema più che di un dibattito serio e fondato sul merito. Il fenomeno non è nuovo quando si parla di immigrazione e di asilo. Purtroppo, c'è chi investe più energie nel convincere la popolazione che questo sia il principale problema del Paese che nel discutere soluzioni concrete. Eppure, i dati ci raccontano una realtà diversa da quella che ci viene sempre proposta. Gli arrivi nel settore dell'asilo sono oggi nettamente inferiori rispetto a periodi di maggiore pressione del passato e i problemi di sicurezza nei centri federali d'asilo e anche nei dintorni sono in netta diminuzione, parliamo di un meno 60 per cento. Continuare ad alimentare un clima di allarme permanente non ci avvicina a nessuna soluzione, al contrario, rischia di allontanarci da un confronto serio sulle misure che possono davvero migliorare il funzionamento del sistema e la sicurezza di tutte le persone coinvolte.

    Anche questa mozione commissionale segue la stessa logica, semplicemente riproposta, lo avete visto, in salsa ticinese: dare l'impressione di voler agire senza aggiungere assolutamente nulla ad una soluzione concreta. A ben guardare questa mozione non cambia veramente nulla.

    Prendiamo la cifra 1 e la cifra 3 della mozione: negli ultimi mesi la SEM ha sviluppato un progetto pilota con un obiettivo molto semplice, migliorare la convivenza nei centri federali d'asilo. Non si tratta di creare un centro speciale, e la cosa non diventa più vera se la si ripete sistematicamente, neanche se si è relatore commissionale. Non si tratta di trasferire i richiedenti l'asilo problematici da tutta la Svizzera nei progetti pilota, si tratta semplicemente di separare fisicamente, all'interno del centro federale esistente, la stragrande maggioranza di persone che rispettano le regole da quella piccola minoranza che invece crea dei problemi. Parliamo di un 96 per cento di persone che non crea assolutamente mai nessun problema e di un 4 per cento che invece qualche problema lo crea. In concreto si tratta di spazi comuni separati, refettori separati, aree di vita separati. L'obiettivo è proteggere meglio i bambini, le famiglie, gli altri richiedenti l'asilo e il personale nei centri. Erano previsti due progetti pilota, uno nel Canton Soletta e uno in Ticino a Pasture. Le autorità locali, a differenza di ciò che è stato detto ancora oggi, sono state coinvolte, e il progetto ticinese è stato congelato proprio perché il Cantone e i Comuni si erano opposti. Le loro obiezioni sono state ascoltate, il progetto è stato sospeso - esattamente ciò che la mozione si propone di raggiungere con la cifra 1 e la cifra 3.

    Anche la cifra 2 non aggiunge assolutamente nulla a una soluzione concreta. La questione dell'armonizzazione delle misure amministrative e coercitive è già oggetto di lavori in corso nell'ambito della strategia asilo 2027 e della task force dedicata ai recidivi del settore dell'asilo. Da questi lavori emergeranno proposte concrete di adeguamento legislativo. Quindi, anche qui le richieste avanzate nella mozione sono già in via di attuazione.

    La verità è che questa mozione non introduce nuovi strumenti, non crea nuove competenze e non migliora la sicurezza né nei centri né fuori dai centri. È una mozione che chiede cose che sono già state fatte e che sono già in preparazione. La domanda, a questo punto, è molto semplice: che cosa cambierebbe concretamente domani, se questa mozione venisse accolta? La risposta è altrettanto semplice: non cambierebbe assolutamente nulla, non per i Cantoni, non per i Comuni, non per il personale nei centri e non per le persone che nei centri ci vivono!

    Una buona politica dell'asilo non si misura in base al numero di mozioni, si misura in base alla capacità di affrontare i problemi reali con strumenti efficaci, proporzionati, rispettosi dello Stato di diritto, senza mettere in discussione i diritti fondamentali e il diritto internazionale vincolante.

    Per tutti questi motivi, e per evitare di accogliere una mozione che nulla toglie e nulla aggiunge alla situazione già esistente, per non alimentare questo clima veramente difficile di discussione nella politica dell'asilo, una minoranza commissionale vi invita a respingere la mozione.

  5. Redetext
    Schweiz

    Collega Gianini, nel suo intervento ha affermato che questo progetto pilota avrebbe portato delle sfide riguardo la sicurezza fuori dai centri. In commissione è stato detto chiaramente che si trattava semplicemente di organizzare in maniera differente i centri e che non era previsto nessun trasferimento di persone da altri centri al centro di Balerna-Novazzano o a quello del Canton Soletta. Considerando queste affermazioni - ossia che il numero delle persone che risiedono nei centri non sarebbe assolutamente cambiato - come può affermare una cosa del genere?

Contribuciones(725)
Afiliaciones(32)

Imágenes(1)

  • Versión 1
    01.01.2025 – 31.12.2199

Datos: OpenParlData · CC BY 4.0