GF
Economista aziendale

Giorgio Fonio

Activo
Die MitteFraktion M-E
SchweizTessin

Mandato
Partido
Die MitteFuente: M-E
Grupo parlamentario
Fraktion M-E
Parlamento
Schweiz
Circunscripción electoral
Tessin
Cámara / sector
NR
Número de escaño
115
Página del Parlamento
Perfil oficial
Datos personales
Sexo
Masculino
Nacido/a el
1. Juli 1984
Profesión
Gewerkschaftssekretär/in
Idioma
Italiano
Contacto
Correo electrónico
giorgio.fonio@parl.ch
Dirección
Lanz 25
6850 Mendrisio
También activo en
Grosser Rat
Christlichdemokratische Volkspartei der SchweizEx
Referencias y fuente
Wikidata
Q123939691
Órgano de origen
CHE
Fuente actualizada
26.06.2026
Registro actualizado
06.07.2026
Primera importación
14.08.2025
Comportamiento de voto(4627)
  1. Ja
  2. Ja
  3. Ja
  4. Ja
  5. Ja
Intereses(18)
Credenciales de acceso(2)
  • Lobista
    Borioli Sandoz Valérie · Interessenvertreter/in
    30.09.2025 – 31.12.2199Schweiz
    Travail.Suisse
  • Gast
    Malgaroli Daniela
    30.09.2025 – 31.12.2199Schweiz
Discursos(46)
  1. Redetext
    Schweiz

    Grazie, collega Greta Gysin, per la domanda. Come lei ben sa, vivo quotidianamente la realtà della regione. Non è una questione di trasferimento, la questione è che attualmente non ci sono altri centri per richiedenti l'asilo problematici, e quello che si vuole evitare è che i richiedenti l'asilo problematici non vengano tenuti all'interno dei centri che oggi funzionano. Sul numero, mi dispiace, non sono oggi nella condizione di darglielo. Quello che le posso dire è che il territorio deve essere vissuto, il territorio accoglie, ma il territorio non è più disposto ad accettare situazioni con le quali non è d'accordo.

  2. Redetext
    Schweiz

    Grazie, collega Marchesi, per la domanda. Quello che posso dire è che i Comuni della regione sono Comuni che da sempre si impegnano per l'accoglienza e che continueranno a farlo proprio anche nel loro spirito. Evidentemente, questo progetto non l'hanno accolto positivamente. Hanno invece accolto con sollievo innanzitutto la mozione della nostra commissione e successivamente anche la posizione del Consiglio federale. Quindi posso dire che c'è soddisfazione nella regione. Inoltre, la mozione così come presentata dalla nostra commissione, non mira a un divieto di procedere in modo assoluto in tutta la Svizzera. Permetterebbe invece ai centri che vogliono farlo di portare avanti i progetti pilota, raccogliendo la giusta adesione tra il territorio e i Comuni e i Cantoni.

  3. Redetext
    Schweiz

    Questa mozione nasce da una situazione che in Ticino, e in particolare nel Basso Mendrisiotto, conosciamo molto bene. Il progetto pilota previsto presso il Centro federale d'asilo di Pasture, situato tra Balerna e Novazzano, ha acceso un dibattito importante e ha sollevato interrogativi legittimi da parte delle autorità cantonali e comunali, così come della popolazione che vive quotidianamente quelle realtà. La proposta della SEM prevedeva di accogliere richiedenti l'asilo problematici in un'area separata, senza tuttavia disporre di una base giuridica sufficientemente chiara che garantisse una gestione efficace delle situazioni più complesse e delle relative conseguenze sul territorio.

    Fin dall'inizio, i Comuni di Balerna, Chiasso e Novazzano, con alla testa i loro sindaci, hanno chiesto una cosa molto semplice, essere ascoltati ed essere coinvolti. Le autorità cantonali e comunali rappresentano infatti un patrimonio di esperienza prezioso. Chi vive quotidianamente una determinata realtà conosce le dinamiche del territorio, ne comprende le sensibilità e può contribuire a costruire soluzioni più efficaci e meglio condivise. I fatti hanno dimostrato la validità delle preoccupazioni espresse dal Cantone e dai Comuni, e la successiva rinuncia al progetto pilota ha confermato la necessità di un approccio maggiormente condiviso e di strumenti più adeguati per affrontare situazioni particolarmente delicate e al contempo complesse.

    Per questo, la mozione che discutiamo oggi assume un significato che va ben oltre il singolo caso di Pasture. Essa riafferma un principio fondamentale del nostro federalismo. Le comunità che accolgono devono poter partecipare alle decisioni che potenzialmente incidono direttamente sulla loro realtà quotidiana. Cantoni e Comuni devono essere coinvolti fin dall'inizio nei processi decisionali, in qualità di partner istituzionali chiamati a contribuire alla costruzione di soluzioni efficaci e sostenibili.

    Questo principio assume un valore particolare per un Cantone di confine come il Ticino, che da anni affronta le sfide legate alla gestione dei flussi migratori e che si trova spesso in prima linea nell'applicazione concreta delle decisioni che il governo e il Parlamento prendono. Il Basso Mendrisiotto, come l'intero Ticino, ha sempre dimostrato la sua disponibilità e senso di responsabilità nell'accoglienza. Proprio grazie a questa esperienza è importante la loro partecipazione alle decisioni che interessano direttamente il territorio.

    La mozione chiede inoltre di dotare il sistema di basi giuridiche chiare e strumenti adeguati per affrontare i casi riguardanti i richiedenti l'asilo problematici e con comportamenti recidivi. Anche qui si tratta di una richiesta fondata sul buonsenso e sull'esperienza maturata sul campo. Una politica dell'asilo credibile richiede ovviamente attenzione verso le persone che cercano protezione, ma allo stesso tempo deve garantire il rispetto delle regole condivise nelle realtà comunali e cantonali. Accoglienza e sicurezza devono procedere di pari passo, poiché una gestione ordinata e responsabile rafforza la fiducia della popolazione verso le istituzioni e la politica e crea le condizioni di fondo, affinché la tradizione umanitaria del nostro Paese possa continuare nel tempo.

    Vi è infine, non certamente per importanza, un elemento politico che merita di essere sottolineato. Anche il Consiglio federale, nella sua presa di posizione del 27 maggio 2026, raccomanda l'accoglimento di questa mozione. Questo è indubbiamente uno dei segnali più significativi, in quanto indica che il governo riconosce il valore del contributo dei territori e la necessità di rendere il sistema più efficace nella gestione delle situazioni complesse. Questo a beneficio degli uni, i richiedenti l'asilo stessi, e degli altri, i Comuni, i Cantoni e i rispettivi cittadini. Quando le esperienze maturate sul territorio trovano ascolto a livello federale, il nostro sistema istituzionale dimostra la propria capacità di correggersi e migliorarsi.

    Per queste ragioni vi invito, a nome della maggioranza della commissione, a sostenere la mozione.

  4. Redetext
    Schweiz

    Intervengo a nome del gruppo del Centro, ribadendo il nostro sostegno a questo progetto di revisione della legge federale sui diritti politici. Per noi questa revisione rappresenta l'occasione per rafforzare la trasparenza, l'accessibilità e l'affidabilità del nostro sistema democratico, adeguandolo in modo equilibrato alle esigenze attuali.

    Uno degli aspetti più significativi è il rafforzamento del diritto di voto per le persone non vedenti o ipovedenti. È quindi molto positivo che il Consiglio degli Stati abbia approvato la decisione del nostro consiglio relativa all'articolo 6 capoverso 2. Il nuovo articolo risulta coerente con i principi costituzionali di uguaglianza e partecipazione, e contribuisce a garantire che tutte le persone possano esercitare il proprio diritto di voto senza discriminazioni. Si tratta di un adeguamento concreto, proporzionato e tecnicamente realizzabile, che rafforza l'inclusione e la fiducia nelle istituzioni. Restano tuttora alcune divergenze tra la nostra Camera e il Consiglio degli Stati.

    Per quanto concerne la proposta di introdurre nella legge le possibilità di rinviare o annullare votazioni federali, come previsto nel nuovo articolo 10, la soluzione elaborata dal Consiglio degli Stati solleva qualche dubbio. Essa appare poco chiara quanto alle condizioni di applicazione e non chiarisce il rapporto con il diritto di urgenza che già oggi consente al Consiglio federale di intervenire in situazioni eccezionali. Ne risulta una norma di dubbia utilità, potenzialmente ridondante, e persino più restrittiva rispetto alle intenzioni iniziali. In un ambito così sensibile come l'esercizio dei diritti politici, introdurre una base legale senza una chiara necessità e senza una formulazione convincente rischia, secondo il nostro gruppo, di creare ulteriore incertezza.

    Per questo motivo riteniamo corretto mantenere la posizione del nostro consiglio, stralciando il capoverso 1ter, e creare così una divergenza con il Consiglio degli Stati. Al tempo stesso va dato un mandato chiaro affinché questa questione venga riesaminata a fondo e, se del caso, venga presentata una formulazione migliore in una fase successiva.

    Per quanto riguarda invece la divergenza relativa all'articolo 84a capoverso 1, il nostro gruppo sostiene la posizione della maggioranza della commissione. L'obiettivo è permettere la sperimentazione di "e-collecting" anche su scala nazionale, cosa che con la versione del Consiglio federale e del Consiglio degli Stati non sarebbe più possibile.

    La formulazione proposta permette invece progetti pilota significativi, evitando una limitazione territoriale difficilmente applicabile all'"e-collecting" e garantendo al contempo che si rimanga nell'ambito di una sperimentazione. Per quanto concerne invece la proposta giunta dal gruppo dell'UDC, relativa all'articolo 10 capoverso 1bisa, il nostro gruppo la respingerà.

  5. Redetext
    Schweiz

    La mozione Stark 25.4187, "Introduzione di un freno ai costi della regolamentazione per tutelare le PMI", pone l'obiettivo di introdurre un freno ai costi della regolamentazione, con l'intento di tutelare le piccole e medie imprese.

    Il Consiglio degli Stati ha approvato la mozione il 16 dicembre 2025, nell'ambito della sessione straordinaria "Rafforzamento della piazza economica svizzera e mantenimento del potere d'acquisto" con 23 voti contro 19, nonostante il Consiglio federale ne avesse proposto il respingimento.

    Che cosa chiede il testo oggi in discussione? In sostanza, l'atto parlamentare incarica il Consiglio federale di elaborare un progetto legislativo volto a introdurre un freno ai costi della regolamentazione per le PMI. Nel processo legislativo, le leggi federali e i trattati internazionali che generano costi aggiuntivi per le piccole e medie imprese dovrebbero quindi soddisfare requisiti più severi. Tali requisiti potrebbero consistere, ad esempio, nella necessità di una maggioranza qualificata in entrambe le Camere, oppure nell'obbligo di abrogare o modificare, almeno nella stessa misura, atti normativi esistenti, in modo da compensare l'onere supplementare.

    La vostra commissione ha analizzato attentamente la proposta, anche perché tutti i suoi membri sono sensibili alle problematiche sollevate dal collega Stark. La tutela delle piccole e medie imprese, che rappresentano il motore della nostra economia, è una preoccupazione condivisa.

    Tuttavia, la proposta non può essere sostenuta. L'introduzione di un meccanismo differenziato nella definizione delle maggioranze, in particolare attraverso il ricorso a una maggioranza qualificata, risulta insostenibile dal punto di vista dello stato di diritto. Un simile approccio implicherebbe, infatti, una modifica delle regole del gioco parlamentare in funzione dei destinatari di una legge e non del suo contenuto. Si verrebbe così a creare una distinzione problematica tra atti legislativi con maggioranze diverse a seconda dell'impatto su un determinato gruppo, in questo caso appunto le PMI. Ciò mette in discussione la neutralità del procedimento legislativo e rischia di relegare sistematicamente in secondo piano altri interessi pubblici di pari dignità.

    La commissione rileva inoltre che, nella pratica, le stime dei costi della regolamentazione sono spesso incerte e controverse, con il rischio concreto di spostare il dibattito parlamentare dal merito delle proposte a discussioni di natura procedurale. A ciò si aggiunge anche l'efficacia concreta di una maggioranza qualificata, che sarebbe verosimilmente molto limitata. Secondo stime del Consiglio federale, su circa 616 decisioni parlamentari analizzate, soltanto in 3 casi l'esito sarebbe stato diverso se fosse stata richiesta una maggioranza qualificata. Questo dato induce a ritenere che l'introduzione di un simile meccanismo non porterebbe a una reale riduzione dei costi della regolamentazione, ma comporterebbe piuttosto un appesantimento delle procedure del dibattito parlamentare, con benefici pratici molto contenuti.

    Una minoranza della commissione ritiene invece che nell'ambito dell'elaborazione delle leggi gli obblighi di verifica non siano oggi sufficienti. A suo avviso, anche il Parlamento dovrebbe assumersi le proprie responsabilità inasprendo i quesiti per l'adozione delle leggi attraverso una forma di autolimitazione istituzionale. In caso contrario, l'economia rischierebbe di essere frenata da un eccesso di regolamentazione, come si osserva in altri Paesi.

    La commissione vi propone, con 13 voti a favore e 12 contrari, di non approvare questa mozione.

Afiliaciones(28)

Imágenes(2)

  • Versión 1
    01.01.2025 – 31.12.2199
  • Versión 1
    01.01.2025 – 31.12.2199

Datos: OpenParlData · CC BY 4.0