Bruno Storni
- Party
- Sozialdemokratische Partei
- Parliamentary group
- Fraktion S
- Parliament
- Schweiz
- Electoral district
- Tessin
- Chamber / sector
- NR
- Seat number
- 39
- Parliament page
- Official profile
- Gender
- Male
- Born
- 17. August 1954
- Marital status
- verheiratet
- Occupation
- Ingenieur/in
- Language
- Italian
- bruno.storni@parl.ch
- Address
- Via Gaggiole 47
6596 Gordola
- Grosser Rat
- Sozialdemokratische Partei
- Wikidata
- Q77073229
- Source body
- CHE
- Source updated
- 03.06.2026
- Record updated
- 06.07.2026
- First imported
- 14.08.2025
- JaSchweizDie Höchstbezugsdauer bei Kurzarbeit soll um zwölf statt um sechs Abrechnungsperioden verlängert werden können (Parlamentarische Initiative)NationalratHerbstsession 2025 · 08.09.2025Result: 142 Yes · 52 No · 2 Abst. · 3 Absent
- JaSchweizNotenaustausche zwischen der Schweiz und der EU betreffend die Übernahme der Verordnungen (EU) 2024/1351, (EU) 2024/1359, (EU) 2024/1349, (EU) 2024/1358 und (EU) 2024/1356 (EU-Migrations- und -Asylpakt) (Weiterentwicklungen des Schengen- und des Dublin-/Eurodac-Besitzstands). Genehmigung und Umsetzung ; Gesetzesänderungen (Geschäft des Bundesrates)NationalratHerbstsession 2025 · 08.09.2025Result: 129 Yes · 65 No · 3 Abst. · 2 Absent
- JaSchweizNotenaustausche zwischen der Schweiz und der EU betreffend die Übernahme der Verordnungen (EU) 2024/1351, (EU) 2024/1359, (EU) 2024/1349, (EU) 2024/1358 und (EU) 2024/1356 (EU-Migrations- und -Asylpakt) (Weiterentwicklungen des Schengen- und des Dublin-/Eurodac-Besitzstands). Genehmigung und Umsetzung ; Gesetzesänderungen (Geschäft des Bundesrates)NationalratHerbstsession 2025 · 08.09.2025Result: 131 Yes · 65 No · 1 Abst. · 2 Absent
- Hat nicht teilgenommenSchweizNotenaustausche zwischen der Schweiz und der EU betreffend die Übernahme der Verordnungen (EU) 2024/1351, (EU) 2024/1359, (EU) 2024/1349, (EU) 2024/1358 und (EU) 2024/1356 (EU-Migrations- und -Asylpakt) (Weiterentwicklungen des Schengen- und des Dublin-/Eurodac-Besitzstands). Genehmigung und Umsetzung ; Gesetzesänderungen (Geschäft des Bundesrates)NationalratHerbstsession 2025 · 08.09.2025Result: 130 Yes · 65 No · 1 Abst. · 3 Absent
- JaSchweizNotenaustausche zwischen der Schweiz und der EU betreffend die Übernahme der Verordnungen (EU) 2024/1351, (EU) 2024/1359, (EU) 2024/1349, (EU) 2024/1358 und (EU) 2024/1356 (EU-Migrations- und -Asylpakt) (Weiterentwicklungen des Schengen- und des Dublin-/Eurodac-Besitzstands). Genehmigung und Umsetzung ; Gesetzesänderungen (Geschäft des Bundesrates)NationalratHerbstsession 2025 · 08.09.2025Result: 109 Yes · 86 No · 2 Abst. · 2 Absent
- —Municipio - Gordola (Membro) · MembroGrosser Rat
- —Associazione tecnica svizzera - Comitato (Vicepresidente) · VicepresidenteGrosser Rat
- Nicht Bezahlt
- Nicht Bezahlt
- Bezahlt
- LobbyistGotti Micole · Interessenvertreter/in30.09.2025 – 31.12.2199SchweizRepubblica e Cantone Ticino (collaboratrice scientifica)
- RedetextSchweiz
Herr Kollege Bregy, Sie haben gesagt, dass der Tourismus als Exportindustrie betrachtet werden kann. Aber die Produkte der Exportindustrie, die ins Ausland exportiert werden, werden dort mit der lokalen Mehrwertsteuer belegt. Das heisst, die Leistungen der Hotellerie werden also weder in der Schweiz noch im Ausland mit der Mehrwertsteuer belegt.
- RedetextSchweiz
L'iniziativa popolare "Energia elettrica in ogni tempo per tutti" e il controprogetto indiretto - fotocopia del Consiglio federale - hanno in comune il medesimo grande difetto di ignorare chiare decisioni popolari. La strategia energetica 2050 proposta dal Consiglio federale, adottata dalle Camere e approvata dal popolo nel 2017, è stata riconfermata nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili approvata dal popolo solo due anni fa. Qui si fa e si disfa a piacimento in un settore, quello dell'approvvigionamento energetico, dove le trasformazioni si implementano in tempi lunghi. Le trasformazioni richiedono continuità, garanzia del diritto e garanzia degli investimenti, quando, oltretutto, si svolgono in un contesto ampiamente liberalizzato.
L'iniziativa e il controprogetto mirano ad autorizzare nuovamente la costruzione di centrali nucleari di generazione attuale. Il Consiglio federale respinge l'iniziativa nella forma, ritenendo che quella che definisce un'apertura tecnologica possa essere ottenuta anche mediante una semplice modifica di legge. Il diritto all'iniziativa popolare non si discute, ma che il Consiglio federale arrivi a proporre un controprogetto praticamente fotocopia, che compromette importanti recenti decisioni popolari, lascia esterrefatti e non è accettabile. In questo senso vorrei sottolineare il problematico aspetto politico-istituzionale del controprogetto del Consiglio federale che riprende in toto il punto centrale dell'iniziativa. Oltretutto, la posizione del Consiglio federale è incompleta. Perché se proprio vuole un ritorno al nucleare attuale, che presenti un piano concreto e completo, e non si limiti semplicemente ad abolire il divieto per poi vedere come andare avanti. O per dirla come la diceva il cantautore Enzo Jannacci, è come andare allo zoo comunale "e gridare 'Aiuto, aiuto, è scappato il leone' per vedere di nascosto l'effetto che fa".
Ufficialmente si giustifica con un'apertura tecnologica, ma sappiamo che il Consigliere federale, ben sapendo che economicamente il nuovo vecchio nucleare non si regge da solo, ha già espresso disponibilità a concedere sovvenzioni, cioè disponibilité ad un'apertura finanziaria. A ciò si aggiunge il fatto che la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia non ha potuto discutere seriamente del finanziamento e della redditività di nuove centrali nucleari. Lo dice anche un rapporto della Commissione delle finanze del nostro consiglio che riporta gli enormi sorpassi dei tempi di costruzione e dei costi dei pochi reattori realizzati recentemente.
Se proprio vogliamo parlare di apertura tecnologica, sappiamo che la politica energetica è fortemente condizionata dallo sviluppo tecnologico che corre sempre più velocemente. Lo vediamo bene nel fotovoltaico, nell'eolico, nelle batterie e nell'efficienza energetica, con progressi che regolarmente obbligano la politica a rivedere gli scenari di consumo e le ipotesi di imminenti penurie. In Svizzera, in questi mesi il fotovoltaico è ormai la prima fonte di generazione di elettricità. In maggio, l'energia solare ha fornito 1,3 terawattora, superando l'energia nucleare, l'energia idroelettrica ad acqua fluente e quella ad accumulazione. Il parco nucleare svizzero, per il quinto inverno su undici, ha avuto un reattore fuori esercizio per tutto l'inverno.
L'iniziativa e il controprogetto pur non accrescendo di molto la fattibilità di nuove centrali nucleari in Svizzera, stanno destabilizzando un impegnativo processo di transizione energetica avviato con successo, al quale va invece garantita continuità, non incertezza.
Concludo ribadendo che la Svizzera ha bisogno di una politica energetica stabile ed affidabile che garantisca la sicurezza dell'approvvigionamento. Continuando sulla strada intrapresa nella transizione energetica, potenziando il rinnovabile come deciso dal popolo due anni fa, promuovendo l'innovazione e le nuove tecnologie, la Svizzera può fare a meno di nuove centrali nucleari che comunque non sono realizzabili nei tempi e costi appropriati.
L'iniziativa e il controprogetto, come detto, non forniscono prospettive concrete per la costruzione di nuove centrali nucleari, ma destabilizzano un processo di transizione energetica avviato con successo, al quale va invece garantita continuità e non incertezza. Quindi invito a dire no all'iniziativa e no all'approssimativo controprogetto del Consiglio federale.
- RedetextSchweiz
L'Ufficio federale dell'ambiente stima che la Svizzera potrebbe subire un calo del flusso idrico fino [PAGE 609] al 50 per cento in estate a causa dei cambiamenti climatici - abbiamo vissuto situazioni di siccità sempre più frequentemente negli ultimi decenni. Questi periodi di siccità vanno affrontati predisponendo misure per ridurre il consumo di acqua potabile, evitando sprechi anche nelle infrastrutture.
Nel merito della mozione il Consiglio federale concorda che la Svizzera è ricca d'acqua e che questa risorsa preziosa dovrebbe essere gestita in modo parsimonioso. Poi però disquisisce che il piano direttore non sarebbe lo strumento giusto. Eppure, la mozione presenta tre opzioni: primo l'introduzione di un nuovo articolo 8c relativo al contenuto del piano direttore nel settore idrico nella legge sulla pianificazione del territorio; secondo la modifica delle direttive emanate dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale sulla redazione dei piani direttori cantonali; e terzo la modifica della legislazione federale sulla protezione delle acque.
Se la mozione viene approvata, il Consiglio federale potrà benissimo trovare la base legale che più gli aggrada, sempre che sia efficace per implementare quanto richiesto. Anche la Costituzione federale prevede all'articolo 76 capoverso 1 che nell'ambito delle sue competenze, la Confederazione provvede all'utilizzazione parsimoniosa e alla protezione delle risorse idriche, cioè con misure che permettano di affrontare periodi di siccità garantendo sufficiente acqua e gestendo in modo sostenibile le nostre preziose acque potabili. [GZ]
Vi invito ad approvare le mozioni.
- RedetextSchweiz
Il promovimento del traffico combinato attraverso la Svizzera mediante i contributi d'esercizio si è dimostrato uno strumento efficace per il trasferimento. I numeri ce li ha proposti poco fa il consigliere federale. Ma i problemi di affidabilità e di qualità dell'asse nord-sud stanno facendo crescere i costi di produzione che possono essere compensati soltanto in misura limitata con ottimizzazioni operative.
L'esaurimento delle indennità d'esercizio dopo il 2030 farebbe perdere ulteriore competitività alla ferrovia. Dobbiamo perciò garantire a lungo termine la sicurezza degli investimenti e la pianificabilità all'interno del settore, prorogando le indennità d'esercizio oltre il 2030, permettendo così alle imprese del settore di continuare ad investire in mezzi e soluzioni logistiche per il traffico combinato.
In questo senso la commissione, con 17 voti contro 7 e 1 astensione, ha proposto una mozione per mantener i contributi oltre il 2030. Vi invitiamo a sostenerla.
- RedetextSchweiz
Ringrazio l'Ufficio federale dei trasporti per il sempre ottimo e dettagliato rapporto che ci prepara ogni due anni - anche in italiano. Purtroppo le ultime edizioni non portano informazioni incoraggianti. Abbiamo la riconferma che il totale delle merci attraverso le Alpi è in calo. Praticamente, dal 2017, quando aveva superato le 40 milioni di tonnellate, siamo scesi nel 2024 a 36 milioni di tonnellate. Chiaramente ci sono ragioni congiunturali.
Per valutare l'efficacia della politica di trasferimento dobbiamo comunque considerare la quota di mercato della ferrovia. Ebbene, la ferrovia ha perso di nuovo. Da venerdì scorso, dal rapporto per l'anno 2025, sappiamo che siamo ulteriormente scesi al 68 per cento. Come possiamo leggere, dal punto di vista della politica di trasferimento, lo sviluppo del traffico di transito alpino nel 2025 è da considerare drammatico.
Rimanendo comunque sui dati del rapporto in esame, che si riferisce al periodo 2022-2024, il volume di trasporto nel traffico merci ferroviario transalpino è diminuito del 9,3 per cento dal 2022 al 2024, quando invece su strada è di nuovo cresciuto, ritornando a 960[NB]000 passaggi, allontanandosi ulteriormente dall'obiettivo fissato a 650[NB]000 passaggi.
Concretamente, alla fine del 2024, la quota della ferrovia nel traffico merci transalpino era pari al 70,3 per cento, ovvero 2,3 punti percentuali in meno rispetto al 2022. Tutti gli strumenti previsti dalla politica di trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia sono in vigore, provati ed in principio efficienti. Il percorso e i tempi di attraversamento sono più brevi. Ma, come vedremo più in dettaglio in seguito, la situazione è molto difficile all'estero. Sta minando gli effetti sul trasferimento, come dimostrano i recenti e continui cali del trasporto ferroviario. Infatti, la crescita registrata dal 2010 della quota di mercato della ferrovia non ha potuto proseguire a partire dal 2022, paradossalmente proprio dopo l'entrata in esercizio della galleria di base del Ceneri. Da allora ha iniziato a scendere, e siamo arrivati al 74 per cento.
A frenare la ferrovia è la pesante ipoteca della non realizzazione del progetto di raddoppio e accelerazione della linea di accesso Karlsruhe-Basilea, lavori che hanno ormai vent'anni di ritardo. A questo aggiungiamo il degradato stato dell'infrastruttura ferroviaria tedesca e la mancanza di percorsi alternativi efficienti in caso di guasti o limitazioni, come la linea sulla sponda sinistra del Reno che non permette ancora il passaggio di treni con profilo di 4 metri. Queste condizioni hanno portato alla chiusura anticipata dell'autostrada viaggiante tra Novara e Friburgo in Brisgovia, ormai soggetta a regolari annullamenti per il pessimo stato dei 70 chilometri di binari tra Basilea e Friburgo.
A riprova che il motivo principale del calo della quota parte ferroviaria è dovuto alla scarsa affidabilità dell'infrastruttura ferroviaria all'estero sulle linee di accesso ad Alptransit, ci sono chiusure complete per lavori della durata di diverse settimane in Germania e in Italia. Inoltre, sussiste una forte vulnerabilità di queste infrastrutture alle perturbazioni - sono problemi che persisteranno nei prossimi anni almeno fino al 2029.
Per attuare la politica svizzera di trasferimento del traffico dobbiamo agire principalmente all'estero. A breve e medio termine è necessario pianificare meglio i cantieri lungo i corridoi nord-sud e garantire adeguati tracciati alternativi. Inoltre, occorre aggiornare alle nuove esigenze del traffico merci la tratta sulla sponda sinistra del Reno. Va anche potenziata entro il 2028, affinché possano transitare treni con un profilo di 4 metri, la tratta Stoccarda-Singen in Germania e il suo prolungamento per Sciaffusa-Oerlikon-Othmarsingen, che serve da alternativa in caso di problemi sulla tratta della Valle del Reno.
Ma oltre a queste misure saranno necessari sforzi aggiuntivi per intensificare e sviluppare, o meglio, far ripartire la politica di trasferimento del traffico.
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