Skip to main content
MR
lic. rer. soc.

Marco Romano

Former member
Die Mitte
SchweizTessin

Mandate
Party
Die MitteSource: M-E
Parliament
Schweiz
Electoral district
Tessin
Parliament page
Official profile
Personal
Gender
Male
Born
6. November 1982
Occupation
Consulente e Cons.Nazionale
Language
German
Also active in
Gemeinderat (TI)
Christlichdemokratische Volkspartei der Schweiz· MendrisioFormer
References & source
Wikidata
Q15833802
Source body
CHE
Source updated
05.08.2026
Record updated
09.10.2026
First imported
14.08.2025
Voting record(14828)
  1. Ja
    Schweiz
    Result: 134 Yes · 48 No · 8 Abst. · 10 Absent
  2. Nein
  3. Ja
  4. Ja
  5. Ja
    Schweiz
    Result: 130 Yes · 53 No · 4 Abst. · 13 Absent
Interests

No interests recorded.

Access badges

No access badges issued.

Speeches(274)
  1. Redetext
    Schweiz

    La vostra Commissione delle istituzioni politiche ha esaminato l'iniziativa parlamentare lo scorso 22 giugno. L'iniziativa chiede di introdurre a livello federale un divieto di remunerazione per chi raccoglie firme per un'iniziativa popolare o un referendum. Gli autori dell'iniziativa chiedono eccezioni per le persone che esercitano un'attività dipendente presso organizzazioni facenti parte dei comitati di iniziativa o referendari.

    Con 14 voti contro 8 e 2 astensioni, la maggioranza della commissione vi invita a non dare seguito all'iniziativa.

    Il fenomeno della raccolta di firme a pagamento è purtroppo una realtà presente soprattutto in Romandia. È una realtà che purtroppo esiste e non va negata. Le pratiche osservate in alcuni cantoni sono irritanti e indeboliscono le istituzioni. Del fenomeno occorre parlare, ed è giusto che la popolazione sia informata.

    La maggioranza della commissione non ritiene necessario e opportuno legiferare a livello federale. Gli articoli del Codice penale che puniscono la corruzione elettorale, l'articolo 281, e la frode elettorale, l'articolo 282, sono sufficienti per scongiurare le derive peggiori.

    L'idea di fondo dell'iniziativa è interessante ma la concretizzazione di quanto proposto dagli autori dell'iniziativa creerebbe un divieto estremamente difficile da attuare, poiché risulta in primis complesso verificare la fattispecie nel concreto. La differenziazione tra la raccolta di firme a pagamento vietata e la raccolta di firme effettuata da persone che esercitano un'attività dipendente presso organizzazioni facenti parte dei comitati di iniziativa o referendari è solo teorica e si presta ad ampi abusi.

    La raccolta delle firme in strada, anche se effettuata da persone retribuite dai comitati di iniziativa, offre il vantaggio della prossimità con la popolazione, contribuendo a una democrazia vivace e vissuta.

    Un divieto di retribuzione non impedirebbe a chi raccoglie le firme di dare informazioni fantasiose, imprecise o addirittura false. Non conta l'essere pagati, di fondo, ma il conoscere e sostenere il tema per cui si stanno raccogliendo le[NB]firme;[NB]e[NB]questo[NB]è[NB]indipendente dal fattore della remunerazione.

    La remunerazione non è quindi l'unico problema - il dispositivo legale odierno permette di perseguirla. Andrebbe evitata la situazione, per cui si raccontano menzogne e frottole e non si conosce a fondo il tema, per il quale si raccolgono le firme. Andare a vietare la remunerazione sarebbe affrontare solo una parte del problema e soprattutto significherebbe regolare la nostra democrazia diretta con ulteriori divieti e elementi, mentre sappiamo che per tradizione occorre essere estremamente prudenti in questo ambito.

    Occorre fare in modo che la popolazione si informi e capisca cosa sta firmando e se vi è del personale remunerato ne prenda anche atto; questo, nella maggior parte dei casi, è il fatto. La popolazione è informata e matura, e la nostra democrazia diretta funziona. Perciò, la maggioranza della commissione non vede la necessità di regolamentare la metodologia di raccolta; questo sarebbe [PAGE 1966] un'ingerenza nel[NB]funzionamento[NB]del[NB]sistema[NB]e[NB]allora potremmo regolare vari altri aspetti.

    È veramente un piacere prendere per l'ultima volta la parola in questa sala, parlando di democrazia e della genialità del nostro sistema che va coltivato e vissuto e che ci permette di avere qualcosa di cui tanti tanti paesi ci invidiano.

  2. Redetext
    Schweiz

    È un fatto evidente e triste: troppo spesso nei divorzi i figli diventano purtroppo oggetto di conflitto, spesso amaramente anche strumentale. Bambini e adolescenti subiscono i conflitti personali e giuridici tra i genitori in lite e diventano oggetto di dispute spesso per lunghi periodi, in una fase chiave dello sviluppo.

    Per introdurre l'autorità parentale congiunta ci sono voluti decenni di sentenze e dibattiti politici. Oggi è essenziale che il Consiglio federale proceda anche con la modifica del Codice civile per statuire, come regola generale, la custodia alternata.

    Di principio e in modo paritario, entrambi i genitori devono avere l'onere - e anche l'onore - della cura e dell'educazione [PAGE 1928] dei figli. Ne va del rispetto del principio di uguaglianza giuridica, ma soprattutto di una società dove troppo facilmente si rifuggono responsabilità e si generano conflitti atti a delegittimare l'altro e a massimizzare l'individualismo. Si pensa solo e solo a sé stessi!

    Senza voler giudicare credo che occorra affermare che al centro vanno messi i figli, i loro interessi e le loro necessità. In caso di divorzio, il diritto del figlio ad intrattenere eque relazioni con entrambi i genitori passa quindi dalla custodia alternata, come principio e regola generale, alla quale derogare solo in situazioni particolari e oggettive.

    La separazione va condotta dunque da un punto di vista del benessere dei figli presenti e futuri. Il principale beneficiario del diritto alla custodia alternata deve essere individuato nel figlio o nei figli: il diritto alla bigenitorialità deve prevalere sui diritti individuali dei genitori.

    Solo con la custodia alternata quale regola generale i figli possono partire dal presupposto di poter continuare a mantenere paritari tempi di frequentazione con i genitori e con entrambi i rami famigliari.

    Come stanno dimostrando molti casi, in aggiunta, con la custodia alternata si risolvono più rapidamente, laddove possibile, anche le divergenze tra i genitori rispetto alle custodie esclusive, purtroppo oggi ancora preponderanti.

    I genitori devono essere messi su un piano di uguaglianza, prendendosi responsabilità, doveri e oneri in maniera paritaria, assicurando il benessere completo dell'infante, mediante le cure della sua persona, il mantenimento delle relazioni personali con lui e tutta la cerchia famigliare, la garanzia della sua educazione, il suo accudimento, l'amministrazione dei suoi beni e della sua salute. Si pensi alla gioventù e non agli interessi di persone in conflitto!

    La custodia alternata è un dovere per le due parti, troppo spesso focalizzate su sé stesse, dimenticando l'interesse generale dei figli di vivere realmente da figli e vivere realmente anche i propri genitori.

    La custodia alternata permette infine di evitare dispendiose procedure giuridiche atte esclusivamente a delegittimare una parte genitoriale e trasformarla in mero finanziatore a favore dell'altra e della prole. Conosciamo tutti, purtroppo, casi con queste dinamiche che danno una bruttissima immagine della natura umana. Spesso si misconosce anche la capacità del nostro solido sistema giuridico. È noto che spesso e volentieri i tribunali decidono su elementi non oggettivabili e quindi vi sono disparità di trattamento nella realtà quotidiana.

    Con la custodia alternata la rabbia di un divorzio si risolve a priori e non va sfogata sui figli e sulle persone con procedure giudiziarie.

    Pensiamo realmente ai figli, modifichiamo il Codice civile affinché la custodia alternata sia la regola in un mondo sempre più egoista e individualista e, soprattutto, affinché per i tribunali sia codificato in maniera chiara nel Codice civile quanto la custodia alternata deve valere. Perché è importante che le prossime generazioni possano vivere con delle decisioni corrette e giuste per tutti.

  3. Redetext
    Schweiz

    Es betrifft nicht das Tessin. Sie haben während Ihres Plädoyers die ökologische Dimension überhaupt nicht erwähnt. Ist es Ihnen lieber, wenn die Bevölkerung in den Jahren mit einer starken Schwankung der Produktion, die von der Natur verursacht wird, ausländischen Wein statt Schweizer Wein konsumiert?

  4. Redetext
    Schweiz

    Questa mozione è stata depositata dal gruppo liberale-radicale nel maggio 2020. Il testo invita il Consiglio federale "a prendere le decisioni e le misure necessarie per introdurre lo standard di radiocomunicazione mobile di quinta generazione (5G)".

    L'obiettivo era quello di permettere agli operatori di costruire nei cinque anni seguenti, ossia entro il 2024, una rete nazionale 5G di qualità al più basso costo possibile. Si chiedeva anche di concretizzare misure pratiche per lo sviluppo della rete e di informare la popolazione.

    Il Consiglio federale aveva proposto il 19 agosto 2020 l'accettazione della mozione, ma questa è stata combattuta. Il 17 giugno 2021, il Consiglio nazionale l'ha approvata con 97 voti contro 76 e 18 astensioni.

    Passata alla seconda Camera, il Consiglio degli Stati ha svolto ulteriori approfondimenti tramite audizioni e si è determinato il 13 giugno 2023. La mozione è stata adottata, ma con una modifica sostanziale. Nel concreto, con l'introduzione del concetto della "non modifica dei valori limite preventivi degli impianti stabiliti dall'ORNI", l'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti. Il Consiglio federale va quindi incaricato di prendere decisioni e misure necessarie per consolidare lo standard 5G, senza modificare i valori limite preventivi degli impianti stabiliti dalla citata ordinanza.

    Data la modifica del testo, la mozione è quindi tornata alla vostra Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni che l'ha discussa nella seduta del 5 settembre scorso. La commissione propone, con 19 voti contro 4, di accogliere la mozione nella versione modificata. Lo stato di sviluppo della rete 5G dal 2020 è sì migliorato, ma per numerose nuove antenne e numerose modifiche di antenne sono ancora pendenti procedure e ricorsi nei cantoni e nei comuni. Globalmente parliamo di oltre 3000 licenze ferme o bloccate. Questo quadro mostra chiaramente la necessità di semplificare e accelerare l'introduzione del 5G.

    Sono presenti lacune e in alcune zone l'offerta è ancora insufficiente, non per volontà degli operatori, ma per la difficoltà di costruire e realizzare l'infrastruttura necessaria in Svizzera. Questa situazione genera un rischio per il futuro della connettività in un contesto dove l'utilizzo di dati è in continua crescita e la necessità di una copertura capillare è molto, molto forte.

    Oggi, lo standard 5G è necessario, oltre che per il singolo cittadino nella quotidianità, nei trasporti pubblici, nella medicina e nel lavoro in remoto, per citare alcuni esempi molto diffusi.

    Nel frattempo, la scienza ha confermato i miglioramenti portati dalla tecnologia 5G a livello di emissione di radiazioni non ionizzanti e di impatto sulla popolazione. I valori limite sanciti nell'ORNI sono molto precauzionali e il Consiglio federale ha più volte ribadito di non volerli alzare. Per seguire comunque il fabbisogno di connettività servono di conseguenza nuove antenne e aggiornamenti di antenne. Per questo motivo la mozione non è superata e lo sforzo necessario da parte delle istituzioni è ancora indispensabile - Confederazione, cantoni, comuni.

    La chiara maggioranza della commissione vi invita ad approvare la versione modificata dal Consiglio degli Stati e auspica che il governo dia seguito alla nostra decisione con azioni concrete, in collaborazione con le autorità di livello istituzionale inferiori.

  5. Redetext
    Schweiz

    La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni si è riunita questa mattina. Ha preso atto delle decisioni del Consiglio degli Stati che quasi in tutti i punti aperti si è allineato alla versione approvata dal Consiglio nazionale.

    L'unica divergenza rimanente si trova nel decreto 2, all'articolo 1 capoverso 2 lettera f. Non è contestata l'aggiunta nel pacchetto del progetto Le Vengeron-Coppet-Nyon. Quello che ha aggiunto il Consiglio degli Stati è una clausola, la quale nello specifico prevede che entro fine dicembre sia approvato dal Consiglio federale il progetto di massima. In commissione è stato confermato che questo avverrà probabilmente tra i mesi di ottobre e novembre. Si tratta quindi di un'aggiunta materialmente logica e utile.

    Ricordo che il progetto in questione è stato aggiunto dal Consiglio nazionale per avere un pacchetto di interventi equilibrato in tutte le regioni del paese, con lavori di ammodernamento e aggiornamento delle strade nazionali che siano sostenibili finanziariamente e che impattino su tutto il territorio nazionale.

    Per questo, all'unanimità, la commissione vi raccomanda di allinearsi alla versione del Consiglio degli Stati.

Contributions(1109)
Memberships(10)

Images(1)

  • Version 1
    01.01.2025 – 31.12.2199

Data: OpenParlData · CC BY 4.0