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FM

Flavio Maspoli

Ex membro
Lega dei Ticinesi
SvizzeraTicino

·

Mandato
Partito
Lega dei TicinesiFonte: Lega
Parlamento
Svizzera
Circondario elettorale
Ticino
Pagina del Parlamento
Profilo ufficiale
Dati personali
Sesso
Maschile
Nato/a il
29. Januar 1950
Deceduto/a il
12. Juni 2007
Riferimenti e fonte
Wikidata
Q117552
Organo d'origine
CHE
Fonte aggiornata
05.08.2026
Record aggiornato
07.08.2026
Prima importazione
14.08.2025
Comportamento di voto

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Interventi(39)
  1. testo del discorso
    Svizzera

    Caro collega, mi sembra ricordare che nel 1994, in occasione della famosa votazione sull'articolo per la protezione dello spazio alpino lei stesso - ma forse mi sbaglio e collega, se mi sbaglio, me lo dica! - ebbe a dire che per il raddoppio della galleria del San Gottardo questo articolo non sarebbe valso. Mi sbaglio oppure era effettivamente così che si diceva che il raddoppio della galleria del San Gottardo non rientra nelle clausole previste dall'iniziativa delle Alpi?

  2. testo del discorso
    Svizzera

    Se vuole, Presidente, posso parlare tedesco, se ciò la rende più felice, o dialetto, che è ancora meglio, non c'è nessun problema. L'unica lingua che non posso parlare è il romancio, perché non la conosco abbastanza bene.

    Collega Simoneschi, la domanda che le vorrei porre, non me ne voglia, non le farà molto piacere. Lei ha detto che il vostro partito non va accettato nel gruppo rosso-verde, che siete un partito di centro, di ispirazione cristiana. L'ispirazione cristiana, Lei non pensa, collega Simoneschi, che venga un po' meno quando accetta l'entrata in materia di una legge come questa? Noi stiamo parlando qui di embrioni, l'ho detto ieri, come se fossero patate o grappoli d'uva. Dimentichiamo che stiamo parlando di una legge che permette di giocare con la vita.

  3. testo del discorso
    Svizzera

    Egregio Collega, lei ha fatto qui una disquisizione dotta e sapiente, che aveva come scopo quella di ridicolizzare, o comunque di mettere "outside", quelli che non la pensano come lei. Io ho soltanto due domande facili facili e piccole piccole.

    La prima è la seguente: le famose cellule che lei vorrebbe usare sono vive o sono morte?

    La seconda è ancora più semplice: se l'argomento fosse così chiaro, così bello, così evidente, così, come dice lei, tutto sommato semplice - lei ha parlato addirittura di "buon senso" -, come mai la commissione è così divisa? A me risulta infatti che sia stata una maggioranza risicata a voler proporre la legge.

    La ringrazio di rispondere alle mie domande, che le ho rivolto senza nessuna animosità e nulla di personale.

  4. testo del discorso
    Svizzera

    Una decina di anni fa, in questa sala, abbiamo discusso per una mattinata intera se fosse sì o no il caso di permettere ai veterinari svizzeri di continuare a tagliare le orecchie e le code di certe razze di cani. In quell'occasione c'è stata una discussione molto animata, e tutto sommato mi sembrava più umana di quella a cui stiamo assistendo oggi. Oggi stiamo trattando un tema estremamente complesso e controverso. Eppure io qui vedo con quale facilità certe persone parlano di embrioni in soprannumero, di embrioni che vengono usati e di embrioni che vengono creati - ne parlano come se si trattasse di grappoli d'uva o di patate -, sono poi le stesse persone che quando fa comodo a loro agitano lo spauracchio della questione morale. Ebbene, secondo me, è qui che la questione morale viene trattata, nella legge che stiamo trattando, che è un compendio di cose non dette, di cose taciute, un compendio di mezze verità.

    Cosa significa per esempio usare gli embrioni in modo restrittivo? Cosa vuol dire? Sono 50 000 embrioni, sono 200 000, sono 5, sono 3? Cosa vuol dire? Cosa significa creare un articolo specifico per creare embrioni senza il bisogno della fertilizzazione in vitro? Sono tutte cose che cercano di nascondere un tremendo imbarazzo che regna sovrano qui dentro quando si toccano questi argomenti, che giustamente creano imbarazzo. L'imbarazzo è dato dal fatto che non si vuole prendere una posizione chiara e non si vuole dire a chiare lettere se in Svizzera vogliamo sì o no giocare al Creatore o, per i laici, giocare all'apprendista stregone. Questo è quello che bisogna dire: noi vogliamo giocare con la vita o noi non vogliamo giocare con la vita.

    Chi non vuole giocare con la vita non può fare altro che sostenere la non entrata in materia e non può fare altro che rifiutare questa legge in toto sperando che non se ne parli mai più. Oggi, qui, stiamo entrando nel regno di Barbablù e la storia insegna che è meglio non aprire la settima porta.

  5. testo del discorso
    Svizzera

    La collega portavoce della commissione ha citato un proverbio cinese. Io ne vorrei citare uno arabo: "I cani abbaiano e la carovana passa." È quello che capita spesso nel nostro Parlamento e nel nostro paese. Usando la stessa metafora, nel 1994 i cani hanno abbaiato: i cantoni hanno detto no alla naturalizzazione agevolata per i giovani stranieri. Nemmeno otto anni dopo, ecco che il Consiglio federale non solo torna a proporre l'argomento, ma alza il tiro dicendo che non fa niente se non siamo riusciti a saltare un metro e che adesso proviamo a saltarne due.

    Ebbene, a noi questa cosa non può piacere. Nel 2001 la cittadinanza elvetica è stata concessa a 30 075 persone, il che corrisponde più o meno - cento più, cento meno - al numero degli abitanti delle città di Lugano e Locarno messe assieme. 30 075 persone che hanno cambiato la nazionalità o, per dire meglio, hanno aggiunto alla loro quella svizzera. Credo che sia una cifra notevole ed altamente sufficiente, forse però non basta, forse però - ed ecco il primo grande ostacolo di questa legge -, si vuole, con questa politica delle naturalizzazioni facilitate, nascondere un altro problema che è reale, quello della massiccia presenza di stranieri in Svizzera. Or bene, è chiaro che se noi ne naturalizziamo 30 000 all'anno, statisticamente ce ne sono 30 000 di meno. La statistica dice che 30 000 persone non sono più degli stranieri, ma sono diventate degli svizzeri. Ecco dunque come si tenta con dei mezzucci - mi si consenta questo termine poco simpatico - di nascondere una politica dell'immigrazione non sufficientemente rigorosa che in Svizzera è stata praticata direi addirittura negli ultimi decenni.

    Dal 1° giugno sono in vigore gli Accordi bilaterali che voi tanto fortemente avete voluto, che il mio cantone, per esempio, ha respinto ma che deve sopportare lo stesso. La libera circolazione delle persone darà agli stranieri esattamente gli stessi diritti che hanno gli svizzeri. Dunque mi chiedo, che bisogno ci sia di regalare la nazionalità svizzera, di darla a chiunque, anche a chi non la chiede. Noi però la diamo alla terza generazione, la diamo così, mentre neanche il battesimo cattolico avviene senza la volontà di qualcuno. Qui noi regaliamo la nazionalità, andiamo da un estremo all'altro. Forse una volta la legge era troppo rigorosa ma oggi quello che si vuole fare sta andando decisamente troppo nell'altra direzione.

    Dicevo prima che si vogliono nascondere gli effetti di una politica dell'immigrazione praticata con troppa allegria per troppo tempo. Ma se quello che oggi propone il Consiglio federale è la risposta al comportamento dei cittadini di diversi paesi, tra cui citerò Emmen, il minimo che si può dire è che si tratta di una risposta sbagliata che non farà altro che riscaldare ulteriormente gli animi e l'ambiente - un ambiente che in certi paesi e in certe zone del nostro paese è già surriscaldato.

    Per ciò che ci concerne questa revisione giunge nel momento sbagliato ed in un momento in cui non è il caso di parlare di questo argomento, tanto più che l'Europa - la famosa Unione Europea, detta UE, che a noi non piace per niente, ma che a voi piace tanto e vi fa venire gli spasimi di gioia non appena ne pronunciate il nome - sta facendo di tutto per evitare di chinarsi sull'argomento. L'argomento viene rimandato di mese in mese e d'anno in anno.

    Dunque no alle naturalizzazioni automatiche, no alle facilitazioni che in questo momento sono assolutamente fuori luogo. Pertanto vi prego di accettare la mia proposta di non entrare in materia. Mi scuso con la collega portavoce della commissione, perché sentendo l'entusiasmo con cui esponeva l'argomento quasi quasi era riuscita a convincermi, ma solo quasi.

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    01.01.2025 – 31.12.2199

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