Vai al contenuto principale

Motivazione

itTEXT
Svizzera

In Svizzera ogni anno oltre 27 000 bambini sono vittima di violenza coniugale. Questa esposizione alla violenza ne perturba lo sviluppo emotivo, fisico e cognitivo.

 

Orbene, i risultati di uno studio realizzato su mandato dell’UFU evidenziano purtroppo che nelle procedure di separazione, MPUC o divorzio le APMA e i tribunali civili considerano poco l’esposizione dei bambini alla violenza nella coppia genitoriale. La forte convinzione che il contatto con entrambi i genitori sia per principio nell’interesse del figlio sembra portare a minimizzare, normalizzare o negare totalmente la violenza.

 

Di conseguenza, l'autorità parentale congiunta è mantenuta come regola anche nelle separazioni che implicano violenza nella coppia, in quanto gli ostacoli a una deroga a questa regola sono troppo elevati.

 

Inoltre, i precedenti noti di violenza nella coppia genitoriale influiscono solo in misura limitata sull'attribuzione della custodia. Peggio ancora, alcuni giudici tendono tuttora a optare per una custodia alternata anche in casi in cui sussistono indizi di violenze fisiche e psichiche nella coppia. 

 

Nel definire le relazioni personali, non si tiene sufficientemente conto del fatto che, in un contesto di violenza nella coppia, il genitore autore della violenza può continuare a esercitare un controllo sul genitore vittima, in particolare attraverso i figli (violenza vicaria). Inoltre, un diritto di visita dovrebbe essere escluso se è stato emanato un divieto di avere contatti e di accedere ad aree determinate.

 

L’articolo 31 CI non è quindi attuato appieno in Svizzera e pertanto urge agire per proteggere i bambini e le vittime di violenza coniugale in caso di separazione della coppia. 

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0