Freno alle spese nel settore dell’asilo
(23.4351)- Tipo
- Mozione
- Stato
- Trasmesso al Consiglio federale
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 23.4351
- Inizio
- 14 nov 2023
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20234351
- CHE13 mar 2024
- CHE18 set 2024
- Johanna GapanyPLR.I Liberali Radicali
- Finanzkommission Ständerat
- Justiz- und Polizeidepartement
- Trasmesso al Consiglio federale
- AdozioneConsiglio nazionale
- Fine delle discussioni della Commissione del Consiglio nazionale
- Assegnato alla commissione competente
- Nella Commissione del Consiglio nazionale
- Titolo dell'oggettoFreno alle spese nel settore dell’asilo
- Risposta del CF / Ufficio
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.
- Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure di freno alle spese nel settore dell’asilo, prevedendo in particolare incentivi finanziari per un’esecuzione efficiente dell’asilo e applicando concretamente il sistema di «malus» sancito nella vigente legge (art. 89 cpv. 3 e 89b della legge sull’asilo).
- Motivazione
La riforma dell’asilo avviata nel 2016 ha portato a una divisione dei compiti tra Confederazione e Cantoni complessivamente buona e calibrata. Le uscite dei Cantoni derivanti dall’esecuzione della legge sull’asilo sono indennizzate dalla Confederazione mediante somme forfettarie (art. 88 segg. della legge sull’asilo). L’aumento di questi indennizzi forfettari è notevole. Nel preventivo 2024 i soli indennizzi per l’aiuto sociale sono aumentati di circa 190 milioni di franchi (A231.0153)!
In pari tempo si constata che l’efficienza a livello di esecuzione cantonale è assai disomogenea. Ad esempio sussistono notevoli differenze nell’esecuzione delle decisioni di allontanamento cresciute in giudicato. Non è corretto motivare queste differenze adducendo mentalità diverse delle ONG nei vari Cantoni. Esistono inoltre notevoli differenze a livello del tasso di attività. Per i rifugiati con statuto S il Consiglio federale vuole, come noto, aumentare questo tasso (attualmente del 20 % circa), ciò che è giusto e necessario. Anche per altre categorie (rifugiati e persone bisognose di protezione con permesso di soggiorno) questo tasso va aumentato. Non si possono giustificare le notevoli differenze che sussistono fra i Cantoni nel tasso di attività soltanto facendo riferimento alle diverse situazioni di partenza in materia di mercato del lavoro .
Un’esecuzione efficiente e un tasso di attività più elevato portano a un’attenuazione determinante dei costi a favore delle finanze pubbliche, contrastando la crescita massiccia degli indennizzi forfettari. Un tasso di attività più elevato contribuisce anche ad attenuare l’immigrazione dai Paesi EU/AELS (utilizzazione del potenziale indigeno). Infine, un’esecuzione più efficace delle decisioni di allontanamento cresciute in giudicato consolida lo Stato di diritto e sgrava il sistema dell’asilo.
In questo contesto generale il Consiglio federale deve anche valutare l’adozione di incentivi volti ad aumentare la quota dei ritorni dei rifugiati con statuto S.
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0