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Caso «Frei»: le vittime di violenza e sfruttamento sono sufficientemente protette sul piano del diritto di soggiorno?

(26.4250)InterpellanzaDepositato
Svizzera24 set 2026
Profilo
Tipo
Interpellanza
Stato
Depositato
Parlamento
Svizzera
Numero
26.4250
Inizio
24 set 2026
Riferimenti e fonte
Fonte ufficiale
Profilo ufficiale
ID esterno
20264250
Contributi(3)
  • Tamara FunicielloAutorePartito Socialista
  • Justiz- und PolizeidepartementDipartimento responsabile
  • NationalratConsiglio iniziale
Cronologia(1)
  • Depositato
Testi(2)
  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Caso «Frei»: le vittime di violenza e sfruttamento sono sufficientemente protette sul piano del diritto di soggiorno?
  • Testo depositatoTEXT

    Il caso dell’ex granconsigliere UDC argoviese accusato di vari reati sessuali e di tentato assassinio dimostra in modo emblematico come le vittime di violenza rischino di subire ripercussioni in materia di soggiorno qualora sporgano denuncia. Questa vicenda solleva un interrogativo cruciale: chi si rivolge alle autorità in qualità di vittima deve poter contare sul fatto che tale passo non comporti conseguenze immediate sul proprio statuto di soggiorno. In caso contrario, si alimenta un incentivo strutturale a non denunciare la violenza, con le relative ripercussioni sul perseguimento penale e sulla protezione delle vittime.

    Le disposizioni sui casi di rigore (tra cui l’art. 50 cpv. 1 lett. b LStrI, l’art. 30 cpv. 1 lett. b LStrI in combinato disposto con l’art. 31 OASA) subordinano di regola la protezione in materia di diritto di soggiorno all’esistenza di un legame coniugale o famigliare con l’autore. Ma cosa vale per le persone in situazione precaria o irregolare che subiscono violenze da parte di datori di lavoro, clienti o conoscenti, ad esempio nell’ambito del lavoro domestico, di cura o del lavoro sessuale? Per queste fattispecie manca una logica di tutela altrettanto chiara, sebbene anche gli articoli 59 e 61 della Convenzione di Istanbul, ratificata dalla Svizzera, esigano una protezione efficace in materia di soggiorno per tutte le vittime di violenza sessuale e di genere.

    Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:

    • Quali tutele in materia di diritto di soggiorno sono previste per le persone in situazione precaria o irregolare che subiscono violenze o sfruttamento da parte di datori di lavoro, clienti o conoscenti, vale a dire al di fuori del campo d’applicazione dell’articolo 50 LStrI?
    • In che modo il Consiglio federale garantisce che le vittime in situazione precaria o irregolare possano denunciare gli autori delle violenze senza temere ripercussioni per il proprio statuto di soggiorno?
    • Su quali basi giuridiche possono fare affidamento le vittime di violenza sessuale e di genere qualora il contatto con le autorità (servizi sociali, polizia ecc.) a seguito della violenza comporti il rischio di perdere il diritto di soggiorno in Svizzera?
    • Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui le attuali norme in materia di casi di rigore per le vittime di violenza sono concepite anzitutto per le situazioni di violenza domestica e che sussiste una lacuna di protezione per altre forme di violenza? Ritiene necessario intervenire per colmare questa lacuna a livello nazionale?

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0