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Modelli di IA e cibersicurezza della Svizzera

(26.3914)InterpellanzaLa dichiarazione sull’intervento è disponibile
Svizzera19 giu 2026
Profilo
Tipo
Interpellanza
Stato
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Parlamento
Svizzera
Numero
26.3914
Inizio
19 giu 2026
Riferimenti e fonte
Fonte ufficiale
Profilo ufficiale
ID esterno
20263914
Contributi(3)
  • Gerhard AndreyAutoreI Verdi
  • Departement für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und SportDipartimento responsabile
  • NationalratConsiglio iniziale
Cronologia(2)
  • La dichiarazione sull’intervento è disponibile
  • Depositato
Testi(3)
  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Modelli di IA e cibersicurezza della Svizzera
  • Risposta del CF / UfficioTEXT

    In merito alla domanda 1: nel rapporto in adempimento del postulato 23.3861 «Opportunità e rischi dei sistemi di IA nell’ambito della cibersicurezza», il Consiglio federale ha illustrato le ripercussioni dei modelli di IA sulla cibersicurezza. I modelli più recenti rappresentano un salto di qualità nello sviluppo dell’IA nei settori rilevanti per la cibersicurezza. I nuovi modelli di IA aumentano chiaramente la velocità, la scalabilità e anche l’automazione di ciberattività sia difensive sia offensive. Ciò accelera notevolmente la dinamica nel campo della cibersicurezza. Al momento non è ancora possibile valutare in via definitiva le capacità effettive dei sistemi che agiscono in modo autonomo, né il loro impatto sugli ambienti di destinazione reali. Sarà di fondamentale importanza impiegare le capacità dei modelli di IA in maniera rapida e mirata per la protezione dalle ciberminacce.

     

    In merito alle domande 2 e 3: è vero che l’accesso ai modelli di IA più recenti è importante per la protezione dalle ciberminacce e per la capacità d’azione tecnologica della Svizzera. Le dipendenze esistenti non possono essere eliminate immediatamente, ma i rischi che ne derivano possono essere mitigati grazie a una buona rete internazionale di esperti. La Svizzera partecipa attivamente alla cooperazione internazionale in questo contesto, ad esempio attraverso la presidenza dell’UFCS nel gruppo di lavoro dell’OCSE «Digital Security». In particolare, il panorama svizzero di ricerca e innovazione, fortemente interconnesso, rappresenta un vantaggio. Grazie all’iniziativa «Swiss AI», al modello aperto «Apertus» e alla partecipazione a iniziative europee, le capacità svizzere ed europee in materia di IA e di calcolo vengono rafforzate in modo mirato. Ciò non sostituisce certo l’accesso ai modelli internazionali di punta; tuttavia la Svizzera migliora la propria capacità di sviluppare soluzioni di IA proprie, di valutare in modo autonomo i modelli rilevanti per la sicurezza e di ridurre nel lungo periodo la propria dipendenza da singoli fornitori. Per poter valutare in modo indipendente le ripercussioni dell’IA sulla cibersicurezza, le competenze in materia di IA degli organi federali competenti in questo settore devono essere sviluppate in modo mirato.

     

    In merito alla domanda 4: attualmente in Svizzera non esistono obblighi legali generali per i produttori di modelli di IA di rendere noti in modo trasparente al pubblico o alle autorità statali, i ciber-rischi dei propri modelli. Il 12 febbraio 2025 il Consiglio federale ha deciso di ratificare la Convenzione sull’IA del Consiglio d’Europa e di apportare le necessarie modifiche al diritto svizzero (https://www.bakom.admin.ch/it/intelligenza-artificiale). A tal fine il DFGP sta elaborando in collaborazione con il DATEC e il DFAE un progetto da porre in consultazione. In tale contesto saranno esaminate in particolare misure legislative nei settori della trasparenza, della protezione dei dati, della non discriminazione e della vigilanza. Nell’ambito di questi lavori si valuterà se e in che misura siano necessari obblighi di trasparenza più ampi per i ciber-rischi dei modelli di IA.

  • Testo depositatoTEXT

    Nell’aprile 2026, Anthropic ha lanciato il modello di IA «Claude Mythos Preview» e il consorzio «Project Glasswing». In poche settimane il modello ha individuato oltre 10 000 gravi lacune di sicurezza in tutti i principali sistemi operativi e browser, comprese alcune che erano rimaste inosservate per 27 anni. Non solo è in grado di individuare le vulnerabilità, ma anche di sviluppare autonomamente exploit funzionanti. È lecito supporre che capacità simili saranno disponibili molto presto anche in altri modelli.

    La questione dell’accesso a tali modelli non è più ipotetica: a metà giugno 2026 il Governo statunitense ha temporaneamente bloccato l’accesso a versioni avanzate di Mythos, invocando motivi legati al controllo delle esportazioni, anche per le grandi aziende tecnologiche statunitensi. Le autorità svizzere e le infrastrutture critiche si trovano quindi a dover valutare se, in caso di evento reale, potranno accedere agli strumenti di IA difensivi più performanti.
     

    Alla luce di tali considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

    1. Come valuta il Consiglio federale le opportunità e i rischi dei nuovi modelli di IA per la cibersicurezza della Svizzera, in particolare per quanto riguarda i sistemi agenti in grado di individuare e sfruttare autonomamente le vulnerabilità?
    2. In che modo la Svizzera intende garantire che le autorità e l’economia abbiano accesso in modo tempestivo a modelli di IA performanti per scopi difensivi?
    3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale, alla luce dell’incertezza relativa al quadro normativo statunitense in materia di esportazione dei modelli di IA, per garantire a lungo termine la capacità d’azione tecnologica della Svizzera?
    4. In che misura i produttori di IA sono oggi tenuti a fornire informazioni trasparenti sui ciber-rischi dei loro modelli, e il Consiglio federale ritiene che sia necessario intervenire

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0