Plurilinguismo nell’esercito
(26.7592)- Tipo
- Ora delle domande. Domanda
- Stato
- Liquidato
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 26.7592
- Inizio
- 10 giu 2026
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20267592
- CHE15 giu 2026
- Alex FarinelliPLR.I Liberali Radicali
- Departement für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und Sport
- Nationalrat
- Liquidato
- Risposta scritta alla domandaConsiglio nazionale
- Depositato
- Titolo dell'oggettoPlurilinguismo nell’esercito
- Risposta del CF / Ufficio
I comandanti delle quattro divisioni territoriali hanno come lingua principale la lingua ufficiale corrispondente alla rispettiva regione linguistica. Il regolamento di servizio dell'esercito stabilisce inoltre che i superiori utilizzino, nel limite del possibile, la lingua principale dei subordinati. Allo stesso modo, l’ordinanza concernente l’obbligo di prestare servizio militare stabilisce che i militari, per l'esercizio di una nuova funzione o per la promozione a un grado superiore, debbano disporre delle conoscenze orali e scritte necessarie di una seconda lingua ufficiale.
In pratica, i militari tedescofoni e francofoni seguono di norma la formazione nella propria lingua e possono parlare con i superiori nella loro lingua. Per i militari italofoni ciò può essere garantito in determinate funzioni e formazioni.
- Testo depositato
Facendo seguito alla risposta alla domanda 26.7356: il Consiglio federale può garantire che in tutte le regioni territoriali i comandanti competenti dispongano almeno di conoscenze linguistiche di livello B2 nella lingua parlata da almeno il 40% degli astretti incorporati nella rispettiva regione?
In caso contrario, dove non è garantito e quali misure intende adottare?
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0