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Nell'epoca della digitalizzazione il modello ingiusto e superato del compenso per le fotocopie non è più adatto

(25.408)Iniziativa parlamentareLiquidato
Svizzera10 mar 2025
Profilo
Tipo
Iniziativa parlamentare
Stato
Liquidato
Parlamento
Svizzera
Numero
25.408
Inizio
10 mar 2025
Riferimenti e fonte
Fonte ufficiale
Profilo ufficiale
ID esterno
20250408
Contributi(8)
  • Thomas AeschiAutoreUnione democratica di centro
  • Estelle RevazAutorePartito Socialista
  • Dominik BlunschyAutoreAlleanza del Centro
  • Justiz- und PolizeidepartementDipartimento responsabile
  • Kommission für Wissenschaft, Bildung und Kultur NRCommissione competente
Cronologia(8)
  • Liquidato
  • Non è dato seguito
    Consiglio nazionale
  • Pianificato nel Consiglio nazionale
  • Fine delle discussioni della Commissione del Consiglio nazionale
  • Esame preliminare - nella Commissione del Consiglio nazionale
Testi(3)
  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Nell'epoca della digitalizzazione il modello ingiusto e superato del compenso per le fotocopie non è più adatto
  • Testo depositatoTEXT

    Il sistema della riscossione del compenso per le fotocopie secondo gli articoli 19 capoverso 1 lettera c e 20 capoverso 2 LDA va abolito.

  • MotivazioneTEXT

    Per informazioni e documentazioni ad uso interno è possibile oggi fare (foto)copie di libri, opuscoli o riviste protetti per le quali la legge sul diritto d’autore prevede un compenso che viene stabilito sulla base di ipotesi di utilizzo sotto forma di importo forfettario. Sebbene la società di gestione riscuota tale compenso soprattutto dalle imprese, anche gli istituti di formazione e le biblioteche sono soggetti all’obbligo di pagamento del compenso per le fotocopie. Un credito sorge già quando vi è la possibilità di fare fotocopie, a prescindere dal fatto che queste ultime vengano effettivamente fatte o meno. Siccome non è possibile definire con esattezza il gruppo di utenti di queste opere, sono soprattutto le imprese commerciali che dispongono di una (foto)copiatrice a essere soggette all’obbligo di compenso. Secondo il Tribunale federale ciò vale, ad esempio, anche per le imprese operanti nel settore tecnico, quindi che non hanno nulla a che fare con la letteratura e di fatto «fotocopiano» solo fatture.

    Il compenso per le fotocopie è in realtà un retaggio dell’epoca predigitale, quando la creazione di copie (fisiche) di opere protette dal diritto d’autore era molto diffusa. Tuttavia, con il progresso tecnologico e la crescente digitalizzazione, il comportamento degli utenti è radicalmente cambiato. Oggi la maggior parte delle persone utilizza servizi legali di streaming e di download, e soprattutto i media sociali.

    Non solo la riscossione del compenso per le fotocopie è associata a una considerevole burocrazia (la società di gestione emette circa 60 000 fatture all’anno, con ingenti spese amministrative), ma il sistema obsoleto penalizza singoli settori e non tiene conto degli sviluppi nell’ambito digitale. La tanto attesa riforma del compenso per le fotocopie costituisce un importante incentivo per accelerare la trasformazione digitale e promuovere modelli commerciali innovativi che corrispondano all’uso odierno dei media, della documentazione e delle informazioni.

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0