Concorrenza leale nei confronti delle imprese statali
(20.3532)- Tipo
- Mozione
- Stato
- Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 20.3532
- Inizio
- 8 giu 2020
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20203532
- CHE24 set 2020
- CHE8 mar 2022
- Esito: 116 Sì · 54 No · 9 Ast. · 21 Assente
- Beat RiederAlleanza del Centro
- Thomas BurgherrUnione democratica di centro
- Departement für Wirtschaft, Bildung und Forschung
- Fabio RegazziAlleanza del Centro
- Martin SchmidPLR.I Liberali Radicali
- Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile
- Nella Commissione del Consiglio nazionale
- Nessuno stralcio dal ruoloConsiglio degli Stati
- Nella Commissione del Consiglio degli Stati
- Nessuno stralcio dal ruoloConsiglio nazionale
- Titolo dell'oggettoConcorrenza leale nei confronti delle imprese statali
- Risposta del CF / Ufficio
Il Consiglio federale si adopera per garantire condizioni di concorrenza eque per tutti gli operatori di mercato, a prescindere che si tratti di aziende private o statali. Per quanto riguarda le attività di quest'ultime, l'Esecutivo è consapevole che nonostante tutte le misure giuridiche e di governance adottate talune distorsioni della concorrenza permangono. Queste distorsioni sono imprescindibili dalle attività imprenditoriali dello Stato (cfr. tra l'altro il rapporto dell'8 dicembre 2017 "Staat und Wettbewerb: Auswirkungen staatlich beherrschter Unternehmen auf die Wettbewerbsmärkte"). In risposta alle mozioni 19.3238 Caroni e 19.3236 Rieder il Consiglio federale era giunto alla conclusione che dal punto di vista legislativo non vi era la necessità di un intervento. Da allora, la sua posizione non è cambiata.
Il Consiglio federale è disposto a presentare un rapporto al Parlamento dopo aver esaminato i vari settori in stretta collaborazione con i Cantoni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione. - Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di proporre le dovute modifiche di legge per porre fine alle distorsioni della concorrenza da parte di imprese statali. Nel farlo deve mantenere bassi gli oneri burocratici e tener conto delle competenze federaliste.
- Motivazione
Le aziende private si trovano spesso a dover concorrere con imprese che appartengono allo Stato o alle quali lo Stato rilascia concessioni.
In questa situazione di concorrenza l'impresa statale tiene spesso il coltello dalla parte del manico perché beneficia di vantaggi a livello di finanziamento, imposizione, regolamentazione, sovvenzioni trasversali, contatti e utilizzo di dati. Queste distorsioni penalizzano le aziende private, nuocciono alla concorrenza e quindi all'economia.
Secondo la severa giurisprudenza del Tribunale federale le aziende private non sono protette efficacemente da queste distorsioni né in virtù della libertà economica (art. 27 e 94 Cost.), né dalla legge sui cartelli, né dalla legge sul mercato interno (art. 2 e 7 LMI) né tanto meno dal diritto economico internazionale, come conferma lo stesso Consiglio federale nel suo rapporto dell'8.12.2017 in adempimento del postulato del gruppo liberale radicale 12.4172.
Una possibile soluzione - benché non obbligatoria - potrebbe consistere nell'aggiungere alla LMI il principio secondo cui le imprese di Stato non possono falsare la concorrenza, per cui devono rinunciare a determinate categorie di distorsioni, da definire (cfr. sopra), o compensarle; la COMCO dovrebbe inoltre ottenere gli strumenti di sorveglianza necessari.
La soluzione proposta deve in ogni caso mantenere bassi gli oneri burocratici e tener conto delle competenze federaliste.
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0