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Abrogare le inutili e dannose restrizioni della legge sulle abitazioni secondarie in materia di demolizione e riedificazione di abitazioni costruite secondo il diritto anteriore

(20.456)Iniziativa parlamentareLiquidato
Svizzera19 giu 2020
Contributi(36)
Cronologia(13)
  • Adozione nella votazione finale
    Consiglio degli Stati
  • Liquidato
  • Pianificato per il voto finale
  • Adesione
    Consiglio degli Stati
  • Pianificato nel Consiglio degli Stati
Testi(3)
  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Abrogare le inutili e dannose restrizioni della legge sulle abitazioni secondarie in materia di demolizione e riedificazione di abitazioni costruite secondo il diritto anteriore
  • Testo depositatoTEXT

    La legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec) va modificata in modo tale da autorizzare la creazione di nuove abitazioni, la cui superficie utile principale non deve superare il 30 per cento della superficie complessiva, in occasione dell'ampliamento di edifici costruiti secondo il diritto anteriore. Dovrebbero altresì essere possibili un ampliamento del 30 per cento della superficie utile principale, la creazione di ulteriori abitazioni e uno spostamento dell'ubicazione sullo stesso fondo in caso di demolizione e ricostruzione di un determinato oggetto. A tal fine è necessario modificare lievemente l'articolo 11 capoversi 2 e 3 LASec.

  • MotivazioneTEXT

    I promotori dell'iniziativa sulle abitazioni secondarie chiedevano principalmente che non venissero più costruite abitazioni secondarie in piena natura su superfici precedentemente non edificate, che non si sacrificassero più terreni coltivi e che si frenasse la dispersione degli insediamenti a causa delle abitazioni secondarie. La vigente legge sulle abitazioni secondarie va valutata alla luce dei suddetti principi che non vanno per nulla modificati.

    Diversa è la situazione per le abitazioni realizzate in virtù del diritto anteriore. Durante la campagna per la votazione non si è discusso di queste abitazioni perché si dava per scontato che l'iniziativa non le concernesse. Nell'attuazione della LASec si nota ora che, soprattutto in questo ambito, si sta andando ben oltre l'obiettivo a notevole detrimento dell'economia delle zone interessate.

    Le esperienze fatte dall'entrata in vigore della legge mostrano che l'attuale legge sulle abitazioni secondarie e la relativa giurisprudenza (cfr. ad es. DTF dell'8 maggio 2020, 1C_478/2019) limitano oltre misura l'uso delle abitazioni esistenti costruite secondo il diritto anteriore. Nelle abitazioni di vecchia data non vengono realizzati investimenti assolutamente necessari; si potrebbero costruire ulteriori abitazioni primarie, ma a causa dello spopolamento spesso non vi è domanda. La conseguenza è il degrado della sostanza edilizia.

    Per evitare che ciò accada occorre creare le premesse affinché, in qualche misura, convenga investire nel mantenimento e nell'ampliamento della sostanza edilizia esistente e costruita secondo il diritto anteriore. Eliminando la limitazione di cui all'articolo 11 LASec ("a condizione che non ne risultino abitazioni supplementari"), si potrebbe compiere un piccolo ma importante passo in questa giusta direzione. Con la realizzazione di ulteriori abitazioni si potrebbero sfruttare in modo più efficiente quelle costruite secondo il diritto anteriore, aumentare i pernottamenti e accrescere il valore aggiunto. La semplice possibilità di creare abitazioni supplementari non genera inoltre metri quadrati supplementari di superfici in termini di abitazioni secondarie.

    Occorre anche adeguare l'articolo 11 LASec in modo tale che il suo capoverso 3 non si applichi unicamente agli ampliamenti di edifici costruiti secondo il diritto anteriore che continuano a esistere, ma anche alla demolizione e ricostruzione di un determinato oggetto, permettendo un ampliamento massimo del 30 per cento della superficie utile principale.

    Nel quadro di una demolizione e ricostruzione di abitazioni secondarie finora sono possibili soltanto lievi spostamenti di ubicazione. Questa restrizione si basa sulla considerazione che l'articolo 11 LASec faccia riferimento ai diritti acquisiti secondo il diritto anteriore. Con la modifica legislativa si vuole permettere che in futuro chi vuole costruire possa scegliere liberamente l'ubicazione della ricostruzione all'interno dello stesso fondo, ovviamente nel rispetto delle altre disposizioni legislative in ambito edilizio. Non si capisce perché sullo stesso fondo debba continuare a essere permesso soltanto un lieve spostamento d'ubicazione, limitando inutilmente il diritto di proprietà. A ciò si aggiunga che l'identità degli edifici demoliti può essere ripristinata anche se la loro ricostruzione avviene altrove all'interno dello stesso fondo, cosa che le autorità comunali del luogo sono le più indicate a decidere. Questa richiesta rispetta pienamente il principio di densificazione delle costruzioni ai sensi della legge sulla pianificazione del territorio (LPT), favorendo inoltre edificazioni più efficienti e sostenibili dei fondi interessati.

    Grazie a un ampliamento moderato della legge è pertanto possibile garantire che anche su fondi in cui vi sono immobili molto piccoli di vecchia data possano sorgere edifici dotati di infrastrutture moderne.

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0