Risposta del CF / Ufficio
1. La questione della revoca del divieto di costruzione di nuovi impianti non riguarda la priorità dell’energia nucleare rispetto alle energie rinnovabili e nemmeno uno specifico progetto di nuova costruzione. Il Consiglio federale sostiene piuttosto l’apertura alle tecnologie nel settore della produzione di energia elettrica e intende facilitare una discussione di fondo su eventuali nuove centrali nucleari. Se il Parlamento ed eventualmente l’elettorato approveranno questo approccio, i fornitori di energia elettrica potranno prendere in considerazione la costruzione di centrali nucleari per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Il Consiglio federale sostiene un’apertura alle tecnologie tenuto conto dell’obiettivo della neutralità climatica a partire dal 2050, della maggiore criticità sul fronte dell’approvvigionamento energetico in Europa, del maggiore fabbisogno di elettricità in futuro (come conseguenza della crescita demografica e della decarbonizzazione) e delle incertezze relative all’espansione delle energie rinnovabili. Grazie alla produzione di energia di banda a basse emissioni di CO2, l’energia nucleare ha il potenziale per contribuire in modo significativo al raggiungimento della neutralità climatica.
2. L’opinione pubblica in merito alle varie forme di energia è molto eterogenea e muta nel tempo. Mentre l’energia solare sugli edifici gode di un alto consenso, l’energia eolica e, in alcuni casi, l’energia idroelettrica sono confrontate con molte più difficoltà. Anche i progetti relativi all’offensiva solare incontrano resistenze. Il grado di accettazione dell’energia nucleare dipende anche dal fatto se, ad esempio, la sicurezza dell’approvvigionamento può essere garantita solo con le energie rinnovabili.
3. La costruzione delle centrali nucleari esula dalla competenza della Confederazione. I quattro reattori ancora in funzione sono stati finanziati senza mezzi federali e attualmente il loro esercizio è redditizio. La possibilità che l’esercizio di futuri reattori possa avvenire senza aiuti statali dipende, da un lato, dai futuri costi di costruzione e, dall’altro, dall’andamento a lungo termine dei prezzi dell’elettricità in Europa.
4. In caso di costruzione di nuove centrali nucleari, l’orizzonte temporale preso in considerazione non è quello fino al 2035, bensì quello successivo. Entro il 2050 il sistema energetico dovrà essere completamente indipendente dai combustibili fossili e l’obiettivo delle emissioni nette di CO₂ pari a zero dovrà essere raggiunto. Tutto ciò comporta grandi sfide.
5. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di sottoporgli un progetto da porre in consultazione per un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» che preveda la revoca del divieto di rilascio di un’autorizzazione di massima per le centrali nucleari nella legge sull’energia nucleare. Ciò dovrebbe rilanciare il dibattito sull’approvvigionamento elettrico a lungo termine.
Se e quando verranno costruite nuove centrali nucleari in Svizzera dipende da molti fattori, che saranno chiariti solo a medio termine. Il principio di causalità è sancito dalla legge sull’energia nucleare (LENu; RS 732.1): l’esercente di un impianto nucleare è responsabile, anche sul piano finanziario, della prevenzione degli incidenti (art. 5 LENu) e dello smaltimento delle scorie radioattive (art. 31 LENu).