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Svizzera

Alcune ONG europee hanno constatato che il settore finanziario era il solo a non applicare le sanzioni disposte contro i cittadini russi e i loro patrimoni o ad applicarle solo parzialmente, rifugiandosi nell'opacità tipica di questo settore. Data la natura delle leggi svizzere, non c'è dubbio che i loro deficit, voluti o accidentali, saranno sfruttati per aggirare le sanzioni.

Di recente abbiamo saputo che la piazza finanziaria di Dubai è stata subissata di richieste di broker svizzeri pronti a vendere miliardi di dollari di bitcoin perché i loro clienti russi temevano che la Svizzera avrebbe congelato i loro beni; nessuna delle richieste era inferiore a due miliardi di dollari.

In quell'occasione la SECO ha confermato che anche le criptovalute sono soggette alle sanzioni (Reuters, 11 marzo 2022). In Svizzera una coalizione di organizzazioni (Campax, Break Free, Alliance pour le climat) ha messo in evidenza gli stretti legami tra il settore bancario e i fornitori di combustibili fossili russi.

1. Può il Consiglio federale illustrare le misure adottate per verificare l'applicazione delle sanzioni da parte dei settori finanziario e bancario?

2. Il Consiglio federale intende, a seguito della comunicazione della SECO, rafforzare le misure, in particolare quelle relative alle criptovalute e agli intermediari finanziari, indipendenti e non?

3. Ritiene che sostituire alla vigilanza della Finma un sistema di autoregolamentazione sia stata una decisione sensata alla luce della situazione attuale?

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0