Motivazione
Un piccolo gruppo di Stati sviluppa attualmente sistemi d'arma che dopo l'attivazione, senza un ulteriore intervento umano, sono in grado di individuare, perseguire, scegliere e attaccare gli obiettivi. Con l'impiego di questi sistemi d'arma autonomi la decisione di uccidere una persona o di distruggere un determinato oggetto non sarà presa da una persona dotata di ragione, ma sarà soltanto il risultato di un complesso algoritmo.
La rinuncia alla partecipazione umana alla decisione di uccidere solleva gravi dubbi morali, umanitari, giuridici e di politica di sicurezza. Non si tratta qui di sistemi d'arma teleguidati da esseri umani (p. es. droni armati) o di sistemi d'arma in cui alcune funzioni sono automatiche (come piattaforme che si muovono autonomamente, ma non possono sparare autonomamente). Non si tratta neppure di veicoli autonomi o di robot non impiegati come armi. Si tratta piuttosto di sistemi d'arma in grado di decidere della vita e della morte delle persone in maniera completamente autonoma che vanno vietati mediante norme vincolanti del diritto internazionale pubblico.
Di questo divieto sta attualmente discutendo all'interno dell'ONU un gruppo di lavoro composto da esperti governativi. Nel dicembre del 2017 la Conferenza degli Stati parte alla Convenzione sul divieto o la limitazione dell'impiego di talune armi classiche che possono essere ritenute capaci di causare effetti traumatici eccessivi o di colpire in modo indiscriminato ha approvato un mandato che permette di avviare negoziati formali nel 2018.
È nell'interesse della sicurezza nazionale della Svizzera che il Consiglio federale adotti in questo processo un atteggiamento costruttivo che miri a un divieto dei sistemi d'arma autonomi sancito dal diritto internazionale pubblico. Analogamente ad altre armi vietate, come le armi atomiche, le mine antiuomo, le munizioni a grappolo o le armi chimiche e biologiche, i sistemi d'arma autonomi non contribuiranno mai alla sicurezza della Svizzera. Piuttosto costituiranno un pericolo per quest'ultima.
I sistemi d'arma autonomi sono inoltre incompatibili con il diritto internazionale umanitario perché neanche gli algoritmi più intelligenti potranno mai distinguere con certezza tra combattenti e popolazione civile. Tali sistemi violano infine i diritti umani perché il loro impiego non permette più di stabilire le responsabilità di eventuali crimini di guerra.