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Un piano di rilancio per l'economia svizzera

(11.3761)MozioneLiquidato
Svizzera6 set 2011
Profilo
Tipo
Mozione
Stato
Liquidato
Parlamento
Svizzera
Numero
11.3761
Inizio
6 set 2011
Riferimenti e fonte
Fonte ufficiale
Profilo ufficiale
ID esterno
20113761
Votazioni(1)
Contributi(4)
  • Finanzkommission NRAutore
  • Departement für Wirtschaft, Bildung und ForschungDipartimento responsabile
  • Kommission für Wirtschaft und Abgaben SRCommissione competente
  • NationalratConsiglio iniziale
Cronologia(6)
  • Reiezione
    Consiglio degli Stati
  • Liquidato
  • Mozione alla seconda Camera
  • Adozione
    Consiglio nazionale
  • Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
    Consiglio federale
Testi(4)
  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Un piano di rilancio per l'economia svizzera
  • Risposta del CF / UfficioTEXT

    In passato il Consiglio federale ha perseguito con coerenza una politica favorevole alla piazza imprenditoriale, promuovendo segnatamente massicci sgravi fiscali, come deciso dal Parlamento. Ad esempio, la riforma dell'imposizione delle imprese II, sgravi fiscali per le famiglie, o la riforma dell'imposta sul valore aggiunto, parte A. Il Consiglio federale ha inoltre proposto al Parlamento ulteriori sgravi fiscali, la cui discussione è ancora in sospeso, in particolare in merito alla riforma dell'imposta sul valore aggiunto parte B (che potrebbe anche determinare uno sgravio amministrativo sostanziale) e le misure fiscali del progetto "too big to fail" (soppressione della tassa di emissione sul capitale proprio). Il Consiglio federale ha altresì annunciato una prossima riforma dell'imposizione fiscale delle imprese che mira a consolidare la posizione della Svizzera nel contesto della concorrenza fiscale internazionale. Il Consiglio federale si è sempre lasciato guidare da un'ottica a medio e lungo termine. Esso ha perseguito grandemente i progetti di riforma fiscale indipendentemente dai fattori legati a breve termine quali l'attuale situazione economica, anche tenendo conto che i progetti di riforma necessitano diversi anni per essere implementati ed avere effetti. Tale continuità della politica della piazza economica e della politica fiscale rappresenta un importante fattore di successo. Il Consiglio federale respinge quindi la connessione della politica fiscale con l'attuale situazione monetaria. Esso ritiene che è soprattutto importante attenersi a una politica volta a migliorare la piazza economica anche se, nell'ottica del franco forte, dovesse verificarsi una situazione diversa. Occorre inoltre notare che, a breve termine, le attuali prospettive politico finanziarie non lasciano alcun margine di manovra per ulteriori riduzioni fiscali e che le riforme fiscali richieste porterebbero a sostanziali diminuzioni delle spese. Infine, va menzionato che la relazione con altre richieste di riforme (p. es. la riforma fiscale a favore dell'ambiente e la riforma dell'imposizione della famiglia) non è chiara.

    Il 24 agosto 2011 il Consiglio federale ha approvato il rapporto intitolato "Sgravio amministrativo delle imprese: bilancio 2007-2011 e prospettive 2012-2015" che contiene 100 misure già attuate e ne annuncia altre 20, dieci delle quali dovrebbero entrare in vigore già nel 2012. Il rapporto stabilisce anche, per il periodo del 2007 al 2011, la semplificazione o l'abrogazione di 72 procedure d'autorizzazione, di cui 41 relative alla revisione della legislazione in materia di alcol. Inoltre, le 19 procedure più frequenti e complicate verranno riesaminate. L'ordinanza modificata il 1° settembre 2011 concernente termini ordinatori per l'esame delle domande nelle procedure di prima istanza del diritto dell'economia (Ordinanza sui termini ordinatori, OTOr, RS 172.010.14) stabilisce un termine per il trattamento delle autorizzazioni compreso tra 10 e 40 giorni, che dimostra l'efficienza delle condizioni quadro statali del nostro Paese. Per quanto riguarda invece le misure relative all'e-government, settore in cui la Svizzera è ancora piuttosto indietro a livello internazionale, si prevede di intensificare gli sforzi nel periodo 2012-2015.

    Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
  • Testo depositatoTEXT

    Il Consiglio federale è incaricato di elaborare tempestivamente un piano di rilancio per contrastare gli effetti negativi dell'apprezzamento del franco che gravano sulle imprese svizzere. Il piano dovrà puntare al miglioramento delle condizioni macroeconomiche, al fine di rafforzare in modo durevole e sostenibile la piazza imprenditoriale svizzera e ridurre i costi di produzione per le aziende. Per fare questo è necessario avviare una riflessione sui seguenti temi: imposte, tasse e canoni (in particolare la riduzione dell'imposta sugli utili delle aziende e l'attuazione della terza riforma dell'imposizione delle imprese), oneri statali sul costo dell'energia e dei trasporti, oneri burocratici e amministrativi a carico delle imprese.

    Una minoranza (Carobbio Guscetti, Heim, Leutenegger Oberholzer, Kiener Nellen, Schelbert, Vischer, Wyss Ursula) propone di respingere la mozione.

  • MotivazioneTEXT

    Data la situazione attuale, per compensare gli svantaggi concorrenziali dovuti all'eccessivo apprezzamento del franco occorrerebbero misure politiche come la riduzione del livello dei costi in Svizzera e il potenziamento a lungo termine dell'attrattiva della piazza economica. Un vero e proprio piano di rilancio, basato su condizioni quadro stabilite dallo Stato in favore del mondo economico e delle economie domestiche, potrebbe essere la soluzione. Il piano dovrebbe contenere i seguenti punti:

    - riduzione di imposte, tasse e canoni;

    - rapida elaborazione e attuazione della terza riforma dell'imposizione delle imprese;

    - soppressione definitiva della tassa d'emissione;

    - riduzione delle imposte sugli utili delle aziende;

    - riduzione degli oneri burocratici e amministrativi a carico delle imprese;

    - accelerazione e semplificazione delle procedure d'autorizzazione;

    - rinuncia agli aumenti, previsti o stabiliti, dei prezzi dell'energia e dei trasporti (ad es. aumento TTPCP);

    - riduzione degli oneri statali nel settore dell'energia e dei trasporti (imposta sugli oli minerali, in particolare sul diesel).

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0