Alleanza alpina nello spazio aereo: da un quadro della situazione congiunto alla difesa transfrontaliera
(26.4605)- Motivazione
Le minacce moderne come gli sciami di droni non si fermano al confine e una protezione efficace non può essere limitata a livello nazionale: occorre potere sventare le minacce nello spazio aereo svizzero in maniera integrata e con i mezzi degli Stati partner e vice versa.
Al momento l’Europa dipende fortemente dalla difesa aerea e antimissile integrata statunitense (rilevamento satellitare, sistemi Aegis). Poiché l’iniziativa tedesca per la creazione di uno scudo antimissile europeo avrà effetto solamente a partire dagli anni 2030, è necessario istituire una stretta collaborazione con capacità europee a livello di NATO e Stati Uniti.
La mozione traspone la misura M44 della Strategia in materia di politica di sicurezza 2026 («Scambiare dati sulla situazione aerea») dall’analisi dei dati in una strategia protettiva operativa. In questo modo l’alleanza alpina rafforzerebbe la cooperazione europea come elemento pragmatico e regionale.
L’alleanza alpina è conforme alla neutralità, poiché in tempo di pace prevede solo un preallarme senza un obbligo di assistenza e poiché il diritto internazionale consente, in caso di attacco, la legittima difesa comune. I sensori connessi consentono di superare lo svantaggio della topografia delle Alpi (zone d’ombra radar) oltre i confini nazionali e promuovono il nostro dispositivo di difesa aerea. Inoltre, adottare standard comuni riduce i costi e le dipendenze.
- Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di avviare trattative con gli Stati partner della regione alpina (Germania, Francia, Italia e Austria) al fine di sviluppare ulteriormente la cooperazione nell’ambito dello spazio aereo, trasformandola in un’iniziativa multilaterale a più livelli denominata «Alleanza alpina nello spazio aereo» e di approfondire la collaborazione con l’Europa in materia di politica di sicurezza.
L’iniziativa deve comprendere due livelli correlati:
- alla base (monitoraggio e preallarme) deve esserci la costituzione di un quadro della situazione aerea in tempo reale (Recognized Air Picture) in tutta la regione alpina per rilevare le minacce più moderne (droni e missili da crociera, balistici e ipersonici) e per individuare i rischi ibridi per le infrastrutture critiche nei settori dei trasporti e dell’energia;
- l’obiettivo (protezione cooperativa e difesa transfrontaliera) deve essere quello di preparare sotto il profilo operativo e di consentire la protezione comune dello spazio aereo alpino in caso di evento reale e comprendere l’ulteriore sviluppo degli accordi sulla polizia aerea, trasformandoli in accordi finalizzati al combattimento delle minacce aeree (p. es. difesa dai droni), ad acquisti coordinati in serie (p. es. con l’Iniziativa europea per lo scudo aereo ESSI o la Cooperazione strutturata permanente PESCO) e alla definizione di regole d’impiego comuni (Rules of Engagement).
- Titolo dell'oggettoAlleanza alpina nello spazio aereo: da un quadro della situazione congiunto alla difesa transfrontaliera
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