Migliore protezione dalle minacce informatiche per gli impianti fotovoltaici di piccole dimensioni
(26.4609)- Tipo
- Mozione
- Stato
- Depositato
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 26.4609
- Inizio
- 2 ott 2026
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20264609
- Stefan Müller-AltermattAlleanza del Centro
- Vincent MaitreAlleanza del Centro
- Sidney KamerzinAlleanza del Centro
- Departement für Umwelt, Verkehr, Energie und Kommunikation
- Andreas MeierAlleanza del Centro
- Depositato
- Titolo dell'oggettoMigliore protezione dalle minacce informatiche per gli impianti fotovoltaici di piccole dimensioni
- Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure adeguate per ridurre al minimo i rischi per l’approvvigionamento elettrico svizzero causati dalla crescente diffusione dei convertitori connessi in rete degli impianti fotovoltaici. Queste misure devono essere configurate in modo da non frenare o mettere a rischio la costruzione di ulteriori impianti fotovoltaici.
- Motivazione
Nel dicembre dello scorso anno, sono state fornite maggiori risorse all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) per permettergli di affrontare l’aumento delle minacce informatiche. Nel caso in questione, ci troviamo a fare i conti proprio con un simile scenario di minaccia.
In linea di massima, l’approvvigionamento elettrico svizzero dispone di una buona protezione dalle minacce informatiche. Per gli impianti con una potenza superiore a 100 MW e per i produttori che hanno accesso a una potenza di produzione di almeno 100 MW tramite un singolo sistema, si applica lo standard TIC di cui all’articolo 5a dell’ordinanza sull’approvvigionamento elettrico (OAEl). Per gli impianti di dimensioni inferiori non esistono invece simili standard.
In Svizzera oggi sono in funzione oltre 330 000 impianti fotovoltaici, la maggior parte dei quali dispone di una potenza di produzione inferiore a 50 kW. Tutti dispongono di un convertitore e molti possono essere controllati e monitorati dall’esterno. Non si tratta solamente di una caratteristica pratica, ma anche di una condizione per un utilizzo intelligente e locale dell’elettricità.
Come dimostrato da un recente studio dell’Istituto nazionale di test per la cibersicurezza, sussiste però un certo rischio che i convertitori possano essere attaccati e, probabilmente, controllati dall’esterno. Un attacco a singoli impianti costituirebbe un problema per gli utenti coinvolti, ma se a essere preso di mira fosse un convertitore ad ampia diffusione, le conseguenze potrebbero essere di maggiore portata. Il rischio per l’approvvigionamento è legato alla crescente diffusione degli impianti fotovoltaici e al fatto che il mercato è nelle mani di pochi produttori.
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0