Importazioni di latte e latticini: che impatto hanno sul prezzo del latte pagato ai produttori?
(26.4404)- Motivazione
L'economia lattiera rappresenta il 20 per cento circa del valore della produzione agricola svizzera ed è un pilastro della filiera agroalimentare. Sull’arco di un ventennio ha dovuto far fronte a diversi cambiamenti di notevole portata: la progressiva apertura del mercato caseario con l’Unione europea iniziata dopo l’entrata in vigore degli Accordi bilaterali I nel 2002 e conclusasi il 1° giugno 2007, la soppressione del contingentamento lattiero in Svizzera il 1° maggio 2009 e delle quote latte europee il 1° aprile 2015 e infine l’abbandono della politica del tasso minimo da parte della Banca nazionale svizzera il 15 gennaio 2015 che ha notevolmente rafforzato il franco svizzero rispetto all’euro.
Questi eventi hanno accelerato lo sviluppo strutturale del settore. Sull’arco di un decennio il numero di produttori di latte commercializzato è diminuito del 26 per cento, ovvero del doppio rispetto alla flessione registrata per l’insieme delle aziende agricole (13 %). Il calo è stato più sensibile nella regione di pianura, dove le possibilità di riconversione sono maggiori rispetto alla regione di montagna.
Parallelamente si è registrato un aumento considerevole delle importazioni (Statistica lattiera 2025):
- dal 2007 le importazioni di formaggio sono quasi triplicate;
- nel 2024 la Svizzera ha importato per la prima volta una quantità di latticini a lunga conservazione maggiore rispetto a quella esportata, con un saldo negativo di 12,9 milioni di chilogrammi di equivalenti latte intero;
- tra il 2022 e il 2024 la produzione di latte intero in polvere è passata da 28,5 a 22,5 chilotonnellate;
- nel 2025 la Svizzera ha esportato 2,1 milioni di chilogrammi di equivalenti latte intero di formaggio a pasta molle e ne ha importati 47,2 milioni.
I prodotti importati giungono in Svizzera attraverso diversi canali: il mercato caseario liberalizzato, le zone franche, il contingente doganale e il traffico di perfezionamento attivo.
Vista la crisi che sta attraversando la filiera del latte, è necessario comprendere l’impatto di ogni fattore sul prezzo pagato ai produttori al fine di trovare il giusto equilibrio a garanzia dell’approvvigionamento nel rispetto degli impegni assunti sul piano internazionale. - Testo depositato
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
- Che andamento hanno seguito dal 2015 le importazioni e le esportazioni di latte e latticini, espresse in equivalenti latte intero, per categoria di prodotti (in particolare formaggio a pasta molle, burro, latte in polvere e altre conserve di latte)? Che andamento ha seguito il saldo commerciale?
- A quanto ammontano le quantità di latte fresco importate negli anni 2023, 2024 e 2025 nel quadro del contingente doganale, al di fuori del contingente e provenienti dalle zone franche?
- A quanto ammontano le quantità importate nel quadro del traffico di perfezionamento attivo in tali anni? Che impatto il Consiglio federale ritiene abbiano sulle trattative sui prezzi tra produttori e addetti alla trasformazione?
- In che misura il Consiglio federale ritiene che le importazioni spieghino la pressione sul prezzo del latte pagato ai produttori rispetto ad altri fattori come la quantità di latte prodotta in Svizzera, la forza del franco, le capacità delle latterie e dei caseifici o il peso dei grandi acquirenti?
- Quali sono gli effetti di tali importazioni sui diversi segmenti di prezzo nonché sulle aziende di pianura e quelle di montagna?
- Il Consiglio federale reputa necessario adeguare la protezione doganale? In caso affermativo, quali opzioni compatibili con gli impegni assunti dalla Svizzera sul piano internazionale prospetta e che impatto avrebbero sui consumatori, sull’industria di trasformazione e sulle esportazioni?
- Titolo dell'oggettoImportazioni di latte e latticini: che impatto hanno sul prezzo del latte pagato ai produttori?
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