Richiesta di trasparenza sul mercato dei pacchi di piccole dimensioni
(26.4425)- Tipo
- Postulato
- Stato
- Depositato
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 26.4425
- Inizio
- 1 ott 2026
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20264425
- Fabio RegazziAlleanza del Centro
- Ständerat
- Depositato
- Titolo dell'oggettoRichiesta di trasparenza sul mercato dei pacchi di piccole dimensioni
- Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto che analizzi l'evoluzione del mercato degli invii internazionali di merci di piccole dimensioni a destinazione della Svizzera e di esaminare le possibilità di azione di cui dispongono la Confederazione e le autorità competenti al fine di garantire una concorrenza equa fra gli attori economici, una copertura adeguata dei costi indotti da tali flussi e una sufficiente trasparenza del mercato, in particolare per le PMI Svizzere.
Il rapporto dovrà esaminare in particolare:
- L’evoluzione, nel corso degli ultimi dieci anni, del numero di invii internazionali di merci di piccole dimensioni a destinazione della Svizzera, distinguendo nel limite del possibile Paese d'origine e quello d'invio, chi li trasporta, categoria di invio (piccole merci o pacchi) e valore dichiarato.
- Il metodo utilizzato dagli operatori postali per misurare e pubblicare le statistiche relative ai flussi internazionali di merci, soprattutto quando si sostiene che solo una parte limitata dell'aumento degli invii è attribuibile alle importazioni asiatiche.
- Le regole dell'Unione postale universale applicabili ai pacchi di piccole dimensioni contenenti merci e ai pacchi internazionali, in particolare per quanto riguarda le spese terminali, le quote-parti territoriali d'arrivo e la trasmissione preliminare dei dati elettronici necessari allo sdoganamento.
- L’influsso di questo quadro internazionale sui costi di trasporto degli invii provenienti da Paesi terzi, in particolare dalla Cina, nonché il margine di manovra di cui dispone la Svizzera affinché le tariffe applicate agli invii rispecchino maggiormente i costi effettivi sostenuti sul proprio territorio.
- Le possibilità giuridiche e operative che consentono di far partecipare maggiormente gli spedizionieri e le piattaforme estere ai costi amministrativi, di controllo e di trattamento generati dall'importazione massiccia di merci di piccole dimensioni. Il rapporto esaminerà in particolare gli strumenti relativi alla riscossione dell'IVA, alle soglie di esenzione, alle spese di sdoganamento, alle spese relative all'anticipo degli emolumenti, nonché all'eventuale introduzione di un contributo destinato al finanziamento dei controlli sui prodotti importati.
- Motivazione
Il commercio elettronico transfrontaliero registra da diversi anni una forte crescita. Tale evoluzione è accompagnata da un aumento importante del numero di invii internazionali di merci di piccole dimensioni che giungono sul territorio svizzero. Le informazioni attualmente disponibili non consentono ancora di valutare con precisione la reale origine di tale flusso, il volume, il valore economico e le conseguenze per le imprese con sede in Svizzera. Gli invii all’interno della Svizzera sono addirittura più costosi di quelli provenienti dall’estero.
Inoltre, le distinzioni tra piccole merci, piccoli pacchetti e pacchi si basano su norme tecniche complesse derivanti, in particolare, dal quadro normativo dell’Unione postale universale. Tali differenze hanno conseguenze dirette sulla remunerazione degli operatori postali, sulle procedure doganali e sui costi sostenuti in Svizzera.
In questo contesto appare necessario disporre di una visione del mercato trasparente e completa. Una miglior conoscenza dei flussi reali consentirebbe di valutare se i meccanismi attuali garantiscono una concorrenza leale fra le imprese svizzere e le piattaforme estere, nonché un'adeguata copertura dei costi amministrativi, logistici e di controllo generati dalle importazioni di modesto valore.
Il presente postulato mira a fornire al Parlamento gli elementi oggettivi necessari al fine di valutare eventuali adattamenti del quadro normativo o regolamentare e garantire che le condizioni in materia di concorrenza restino equilibrate in un mercato in profonda trasformazione. Nel suo parere relativo alla mia mozione 25.4671 « Parità di trattamento per i rivenditori svizzeri, niente più vantaggi commerciali per le piattaforme estere », il Consiglio federale aveva annunciato che intendeva proporre di trasformare la mozione in un mandato di verifica. Il presente postulato si iscrive nella continuità del suddetto parere del Consiglio federale.
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0