Tracciabilità della carne svizzera. Rischi legati alla cessazione del controllo della provenienza tramite DNA e al crescente contrabbando di carne
(26.3948)- Tipo
- Interpellanza
- Stato
- La dichiarazione sull’intervento è disponibile
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 26.3948
- Inizio
- 19 giu 2026
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20263948
- Miriam LocherPartito Socialista
- Jürg GrossenPartito Verde Liberale
- Martin HübscherUnione democratica di centro
- Departement des Innern
- Anna-Béatrice SchmaltzI Verdi
- La dichiarazione sull’intervento è disponibile
- Depositato
- Titolo dell'oggettoTracciabilità della carne svizzera. Rischi legati alla cessazione del controllo della provenienza tramite DNA e al crescente contrabbando di carne
- Risposta del CF / Ufficio
Introdotto nel 2018, il controllo della provenienza tramite DNA è un programma supplementare di garanzia della qualità di diritto privato promosso e finanziato dal settore della carne. A seguito dei tassi di concordanza costantemente elevati registrati negli anni e dell’assenza di abusi constatati, il settore ha deciso di porre fine al controllo al termine del 2025, ritenendo che, grazie ai sistemi di tracciabilità e di garanzia della qualità, la corretta dichiarazione di provenienza possa essere assicurata anche senza questo strumento.
1. Il Consiglio federale ritiene che il rischio sia minimo. Infatti, le derrate alimentari e gli animali da reddito utilizzati per la fabbricazione di derrate alimentari devono essere rintracciabili in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. Tale obbligo incombe alle persone responsabili delle aziende interessate. A tale scopo, queste ultime devono allestire sistemi e procedure che permettono di fornire, alle autorità che ne fanno richiesta, informazioni sui loro fornitori e sulle aziende a cui hanno fornito i loro prodotti (art. 28 della legge sulle derrate alimentari [LDerr; RS 817.0]). La tracciabilità va quindi assicurata anche senza il controllo della provenienza tramite DNA nel quadro dell’obbligo del controllo autonomo. I chimici cantonali svolgono verifiche basate sui rischi del rispetto di questo obbligo.
2. e 5. Spetta alle imprese alimentari provvedere alla tracciabilità e alla dichiarazione corretta della carne. Sebbene le autorità cantonali di esecuzione verifichino l’osservanza di tali requisiti, la responsabilità ultima incombe alle imprese (v. risposte 1, 3 e 4). Secondo il Consiglio federale, è opportuno che il settore della carne e le autorità preposte all’esecuzione del diritto alimentare perseguano lo sviluppo di metodi analitici che consentano di determinare la provenienza della carne indipendentemente dalla documentazione. Questo comporta tuttavia notevoli oneri di sviluppo e presuppone una banca dati di riferimento adatta e risorse, di cui attualmente la Confederazione non dispone.
3. e 4. La Confederazione persegue l’obiettivo di contrastare il contrabbando di carne tramite la strategia di controllo dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e una buona collaborazione con l’UE. Nel quadro delle sue attività, l’UDSC svolge controlli mirati basati sui rischi e interventi prioritari mirati. Sotto l’egida dell’UDSC, dal 2020 è inoltre operativa la «Task force carne», il cui obiettivo è contrastare efficacemente il contrabbando di carne mediante misure preventive e repressive. A tale scopo sono state promosse collaborazioni anche interdisciplinari con varie autorità partner.
In ossequio all’obbligo del controllo autonomo sancito dal diritto alimentare, compete alla persona che immette il prodotto sul mercato assicurare la correttezza della dichiarazione della provenienza della carne al momento della consegna ai consumatori. Tale conformità è verificata dai chimici cantonali, anche in questo caso sulla base dei rischi. Nel messaggio concernente il pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE (Bilaterali III)», il Consiglio federale propone di definire nella LDerr un quadro giuridico adeguato a un’azione mirata contro le frodi alimentari (FF 2026 615).
- Testo depositato
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Come valuta il rischio di indebolimento della tracciabilità a seguito della cessazione del controllo sul DNA della carne di manzo e di vitello?2. Quali alternative intravede per continuare a garantire la tracciabilità della carne svizzera?
3. Quali misure concrete intende adottare per limitare il contrabbando di carne e garantire una dichiarazione corretta?
4. Quali misure aggiuntive ritiene opportune per impedire l’immissione in commercio di carne importata illegalmente come «carne svizzera»?
5. Ritiene necessario intervenire per verificare il finanziamento o la base legale dei controlli della provenienza (p. es. test del DNA)?
- Motivazione
La dichiarazione di provenienza della carne è fondamentale per la tutela dei consumatori, il benessere degli animali e la concorrenza leale. Finora, grazie al controllo della provenienza tramite DNA effettuato da Proviande, era possibile identificare con certezza la carne di manzo e di vitello svizzera. A questo programma, che garantiva trasparenza dal 2018, è stato posto termine alla fine del 2025. Ciò comporta la perdita di uno strumento importante per garantire la tracciabilità, in particolare per le carni di alta qualità, il che mette a rischio la fiducia nella dichiarazione.
Risulta inoltre evidente che il contrabbando di carne rappresenta un problema grave: secondo l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, soltanto nel 2024 sono state sequestrate circa 208 tonnellate di carne importata illegalmente. Sommata ai due anni precedenti, la quantità ammonta a oltre 500 tonnellate (2022: 120 tonnellate, 2023: 263 tonnellate). La carne di contrabbando viene spesso trasportata in Svizzera a fini commerciali, senza refrigerazione, in piccole partite, per poi esservi rivenduta a prezzi svizzeri. In alcuni casi vengono importati prodotti a base di agnello o intere mezze carcasse di bovini. Per nasconderne la provenienza, si ricorre a società fittizie e fatture false, per cui non è raro che questa carne venga dichiarata come «carne svizzera».
Questi scenari comportano rischi considerevoli: i consumatori vengono ingannati ed esposti a potenziali rischi per la salute, i produttori svizzeri si trovano a dover affrontare una concorrenza sleale e la credibilità della dichiarazione di provenienza viene compromessa. In particolare nel segmento della carne di manzo e di vitello, che riveste un ruolo fondamentale in termini di prezzo e qualità, l’eliminazione del controllo tramite DNA rischia di creare una grave lacuna nella tracciabilità.
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0