Abolire la "decima dell'alcol". I Cantoni finanzino autonomamente la prevenzione delle dipendenze!
(26.3877)- Tipo
- Mozione
- Stato
- Depositato
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 26.3877
- Inizio
- 19 giu 2026
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20263877
- Andreas GlarnerUnione democratica di centro
- Departement des Innern
- Nationalrat
- Depositato
- Titolo dell'oggettoAbolire la "decima dell'alcol". I Cantoni finanzino autonomamente la prevenzione delle dipendenze!
- Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di modificare l’articolo 131 capoverso 3 della Costituzione federale e le pertinenti disposizioni della legge sull’alcool (art. 44–45) in modo che la cosiddetta «decima dell’alcol», vale a dire il 10 per cento del prodotto netto dell’imposta sulle bevande distillate devoluto ai Cantoni con destinazione vincolata, sia completamente abolita. La quota corrispondente dovrà confluire integralmente nelle casse dell’AVS, rimanendo così alla Confederazione analogamente a quanto già avviene con la quota del 90 per cento. Poiché la modifica della disposizione federale necessita di una votazione popolare, il Consiglio federale dovrà presentare al Parlamento il relativo messaggio entro due anni.
- Motivazione
I Cantoni ricevono annualmente il 10 per cento del prodotto netto dell’imposta sulle bevande distillate, la cosiddetta «decima dell’alcol». Nel 2024 ai Cantoni sono stati versati complessivamente circa 29,1 milioni di franchi. Questi fondi sono a destinazione vincolata e vanno impiegati per combattere, nelle sue cause e nei suoi effetti, l’abuso di sostanze che generano dipendenza.
La regolamentazione in questione risale a un periodo in cui i Cantoni disponevano di mezzi propri pressoché nulli per la prevenzione delle dipendenze. Attualmente, tutti i Cantoni sono dotati di strutture autonome, programmi e contratti di prestazioni con servizi specializzati, che sono finanziati con le risorse generali dei Cantoni, perlopiù senza dover dipendere dalla decima dell’alcol.
Dall’utilizzo della decima emerge inoltre che questa non è assolutamente riservata alla problematica dell’alcol: nel 2023 soltanto il 34 per cento è stato impiegato nel settore dell’alcol, mentre il 42 per cento è confluito nella lotta alle dipendenze in generale, l’11 per cento in quella contro le droghe illegali e il 5 per cento nella prevenzione del tabagismo. Il termine «decima dell’alcol» è dunque da tempo fuorviante.
Ciò comporta tre problemi. In primo luogo, la destinazione vincolata dei proventi di un’imposta è discutibile dal punto di vista politico, in quanto sottrae fondi di bilancio alle priorità definite democraticamente. In secondo luogo, la decima cagiona un onere amministrativo per rapporti e controlli che risulta sproporzionato rispetto agli importi in questione. In terzo luogo, induce a trattare la prevenzione delle dipendenze come un compito federale, sebbene sia chiaramente di competenza cantonale.
La prevenzione delle dipendenze va mantenuta, ma deve essere finanziata autonomamente dai Cantoni e non con versamenti paternalistici della Confederazione di cui è prescritto l’impiego. I mezzi così liberati dovranno essere integralmente versati all’AVS, assicurazione che alla luce dell’evoluzione demografica presenta un bisogno incontestabilmente maggiore.
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0