Vai al contenuto principale

Sottorappresentazione delle donne nelle posizioni chiave. Di fronte ai limiti degli incentivi, qual è il piano d'azione nazionale?

(26.3957)InterpellanzaLa dichiarazione sull’intervento è disponibile
Svizzera19 giu 2026
Profilo
Tipo
Interpellanza
Stato
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Parlamento
Svizzera
Numero
26.3957
Inizio
19 giu 2026
Riferimenti e fonte
Fonte ufficiale
Profilo ufficiale
ID esterno
20263957
Contributi(26)
Cronologia(2)
  • La dichiarazione sull’intervento è disponibile
  • Depositato
Testi(3)
  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Sottorappresentazione delle donne nelle posizioni chiave. Di fronte ai limiti degli incentivi, qual è il piano d'azione nazionale?
  • Risposta del CF / UfficioTEXT

    Per il Consiglio federale è fondamentale che donne e uomini abbiano pari opportunità nell’accesso a posizioni dirigenziali in ambito economico e a cariche politiche.

     

    1. Con la sua offerta informativa, la Cancelleria federale svolge un lavoro di sensibilizzazione per quanto riguarda le cariche politiche. Mediante il suo prontuario per le elezioni del Consiglio nazionale destinato ai gruppi che intendono presentare candidature, informa le persone responsabili su come incrementare le possibilità di elezione delle candidate (ad es. tramite la composizione delle liste elettorali). La circolare del Consiglio federale ai Governi cantonali informa a sua volta in merito alla rappresentanza femminile in seno al Parlamento. Sui propri canali, la Cancelleria federale diffonde inoltre informazioni sul tema delle donne in politica (suffragio femminile, quota femminile nei partiti ecc.). In vista delle elezioni del Consiglio nazionale del 2027, è previsto che, nell’ambito della Strategia Parità 2030 (https://www.parita2030.ch/it/1.1.2.8), tali offerte informative vengano ulteriormente incrementate. Il rapporto finale previsto per il 2030 mostrerà se gli obiettivi della Strategia Parità 2030 sono stati raggiunti. Per quanto riguarda le amministrazioni locali, spetta ai Comuni adottare misure adeguate per promuovere le candidature femminili agli organi esecutivi.

     

    2. L’obbligo per le grandi società quotate in borsa (art. 727 cpv. 1 n. 2 CO; RS 220) di riferire nella relazione sulle retribuzioni conformemente all’articolo 734f CO si applica a decorrere dall’esercizio del 2026 per il consiglio di amministrazione e dall’esercizio del 2031 per la direzione (art. 4 delle disposizioni transitorie della modifica del 19 giugno 2020 del Codice delle obbligazioni). Le relative relazioni non saranno quindi disponibili prima del 2027 (risp. 2032). Al momento risulta prematuro valutare incentivi più vincolanti, in quanto occorre innanzitutto raccogliere le prime esperienze maturate a seguito dell’introduzione dell’obbligo di riferire. A tal fine, nell’ambito della Strategia Parità 2030, l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo prevede di effettuare un’analisi dell’applicazione dell’articolo 734f CO.

    Lo Schillingreport 2025 (www.schillingreport.ch), che da 20 anni analizza la composizione delle direzioni e da 15 anni quella dei consigli di amministrazione dei 100 maggiori datori di lavoro svizzeri, evidenzia un’evoluzione positiva già prima della scadenza dei periodi transitori, sebbene negli ultimi anni sia stato registrato un rallentamento (data di riferimento: 31.12.2025). La quota di donne è passata dal 4 per cento nel 2006 al 22 per cento nel 2025 (2024: 22%) nelle direzioni e dal 10 per cento nel 2010 al 34 per cento nel 2025 (2024: 33%) nei consigli di amministrazione.

     

    3. Il Consiglio federale assicura la gestione strategica degli enti parastatali in particolare definendo obiettivi strategici. In questo contesto, si aspetta che tutte le imprese attuino una politica del personale moderna e socialmente responsabile. L’elaborazione concreta e l’applicazione di tale politica sono tuttavia responsabilità delle singole imprese e dei singoli enti. Negli organi direttivi degli enti parastatali vige una quota di almeno il 40 per cento di rappresentanza di entrambi i sessi da raggiungere entro la fine del 2027. I progressi verso il raggiungimento di questo obiettivo vengono verificati ogni anno e riportati nel rapporto sulla retribuzione dei quadri. Ad oggi, il 65 per cento delle imprese e degli enti parastatali (17 su 26) soddisfa tale prescrizione; in due imprese la quota di donne risulta inferiore al 30 per cento.

    In analogia con quanto fatto negli anni precedenti, nell’ottobre del 2023 il Dipartimento federale delle finanze (Ufficio federale del personale) è stato incaricato di sottoporre al Consiglio federale, nel corso del 2027, una proposta di rinnovo dell’obiettivo con effetto dal 1° gennaio 2028. Non sono previste ulteriori misure.

  • Testo depositatoTEXT

    Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

    1. Considerate la lentezza con cui procede il raggiungimento dell’equilibrio di genere negli organi direttivi e la stagnazione della rappresentanza femminile negli esecutivi locali (27%), il Consiglio federale ritiene che le attuali misure siano sufficienti per raggiungere gli obiettivi della sua Strategia Parità 2030?
    2. Alla scadenza del 2026 fissata per i consigli di amministrazione, è disposto a valutare incentivi più vincolanti se i bilanci finali dovessero confermare che il principio del «comply or explain» non è sufficiente?
    3. Nel suo ruolo di autorità di vigilanza, quali misure concrete intende attuare affinché gli enti parastatali (CFF, La Posta, Swissmedic) integrino più rapidamente e in maniera esemplare le donne nelle loro direzioni esecutive?

    L’accesso delle donne alle posizioni di responsabilità risente di un evidente ritardo storico. Come ricorda swissinfo.ch, la tardiva introduzione del suffragio femminile (1971) ha determinato un consolidamento dei soffitti di cristallo sistemici. Sebbene gli ostacoli giuridici siano stati eliminati, i dati della Confederazione confermano il persistere di una carenza di parità proprio nei luoghi in cui le decisioni vengono prese:

    • Negli organi politici decisionali: se a livello cantonale la quota femminile raggiunge in media il 34 per cento, a livello locale la situazione è stagnante. Le donne rappresentano infatti soltanto il 27 per cento degli esecutivi comunali e appena il 19 per cento delle presidenze. Questa situazione di stallo nel nostro sistema federalista impoverisce la fucina di personalità politiche a livello nazionale.
    • Nel Parlamento federale: dopo una netta progressione nel 2019 (42 % di donne), la legislatura scaturita dalle elezioni del 2023 ha segnato una preoccupante battuta d’arresto, riportando la rappresentanza femminile al 38,5 per cento (77 seggi).
    • Nell’Amministrazione e nel settore parastatale: nonostante le direttive federali rivolte agli enti parastatali (FFS, La Posta, Swissmedic), le direzioni esecutive faticano ancora a raggiungere un equilibrio di genere. La transizione procede troppo lentamente.

    Questa asimmetria nuoce alla democrazia. Un’indagine ufficiale (RTS) rivela che le donne nutrono meno fiducia nelle istituzioni rispetto agli uomini: meno della metà ritiene infatti che il Parlamento rappresenti equamente la popolazione. La revisione del diritto della società anonima (2021) ha introdotto valori di riferimento indicativi (30 % di donne nei consigli di amministrazione e 20 % nelle direzioni delle grandi società quotate). Tuttavia, il principio del «comply or explain» non prevede alcuna sanzione. Gli organi decisionali del nostro Paese continuano pertanto a costituire un bastione prevalentemente maschile che tende ad autoalimentarsi.

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0