AVS. I contributi alle spese di amministrazione vanno finalmente resi trasparenti e conformi al mercato
(26.3859)- Tipo
- Mozione
- Stato
- La dichiarazione sull’intervento è disponibile
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 26.3859
- Inizio
- 18 giu 2026
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20263859
- Therese SchläpferUnione democratica di centro
- Andreas GafnerUnione Democratica Federale
- Nicolas KollyUnione democratica di centro
- Departement des Innern
- Lukas ReimannUnione democratica di centro
- Proposta: RespingereConsiglio federale
- La dichiarazione sull’intervento è disponibile
- Depositato
- Titolo dell'oggettoAVS. I contributi alle spese di amministrazione vanno finalmente resi trasparenti e conformi al mercato
- Risposta del CF / Ufficio
Il Consiglio federale riconosce l’esigenza di impostare la riscossione dei contributi alle spese di amministrazione nel modo più semplice, trasparente ed economico possibile.
Va rilevato che le casse di compensazione sono enti di diritto pubblico dotati di autonomia organizzativa. La competenza di fissare i contributi alle spese di amministrazione spetta, fino al limite superiore del 5 per cento della somma dei contributi, alle associazioni fondatrici o ai Cantoni.
Per legge, i contributi ad AVS, AI e IPG sono prelevati sulla base della massa salariale; di conseguenza, ha senso applicare questa base anche per il calcolo dei contributi alle spese di amministrazione. Considerata l’eterogeneità delle strutture dei membri e delle spese delle varie casse di compensazione, l’introduzione di un importo forfettario per singolo caso non sarebbe attuabile. Per rispettare il principio di causalità, andrebbero definiti numerosi importi forfettari diversi, il che accrescerebbe notevolmente la complessità del sistema per tutti gli attori, senza peraltro ridurre le spese di amministrazione.
Il principio della trasparenza sancito dall’articolo 67 della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10) disciplina la presentazione delle spese di amministrazione e del relativo finanziamento nel conto annuale delle casse di compensazione. I conti annuali vengono verificati da uffici di revisione esterni e approvati dai comitati direttivi o dalle commissioni amministrative delle casse. Inoltre, la trasparenza delle spese amministrative e informatiche è attualmente oggetto di discussione nell’ambito delle deliberazioni in corso sulla legge federale sui sistemi d’informazione delle assicurazioni sociali (LSIAS). Durante la sessione speciale dell’aprile del 2026, il Consiglio nazionale ha stabilito che l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali sarà tenuto a emanare prescrizioni vincolanti per la rilevazione e la presentazione uniformi delle spese amministrative e informatiche. Si prevede di imporre agli organi esecutivi e all’Ufficio centrale di compensazione di rispettare queste prescrizioni e predisporre i dati necessari in forma standardizzata.
L’affiliazione a una cassa da parte dei datori di lavoro non dipende da considerazioni legate alle spese, bensì dall’appartenenza a un’associazione fondatrice. Di conseguenza, già oggi i comitati direttivi delle casse, in cui sono rappresentati i datori di lavoro, o le commissioni amministrative delegate dai Cantoni hanno in linea di massima interesse ad adempiere i compiti in modo economico e a contenere il più possibile le spese di amministrazione delle loro casse, ragion per cui vi sono sufficienti incentivi all’aumento della produttività.
Alla luce di quanto esposto e dei lavori in corso relativi alla LSIAS, il Consiglio federale non ritiene opportuno al momento passare a un sistema basato su importi forfettari per singolo caso.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione. - Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di presentare una modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10) al fine di svincolare, nell’AVS, la riscossione dei contributi per il finanziamento delle spese di amministrazione dalla massa salariale – sgravando in questo modo i datori di lavoro e in particolare le PMI – e sostituirla con un importo forfettario per singolo caso per il trattamento dei casi; inoltre, nella pertinente legge dovrà sancire e disciplinare chiaramente la trasparenza circa i contributi alle spese di amministrazione, in modo da garantire la trasparenza richiesta all’articolo 67 LAVS tra le casse di compensazione.
- Motivazione
La regolamentazione definita dal Consiglio federale attualmente applicata in materia di riscossione e trasparenza dei contributi alle spese di amministrazione grava eccessivamente sui datori di lavoro e non incentiva in alcun modo le casse di compensazione ad aumentare la loro efficacia amministrativa, nonostante le prescrizioni fissate in tal senso nella LAVS nel 2022. Di conseguenza, i risultati della verifica del CDF del 7 gennaio 2026 sulla digitalizzazione del 1° pilastro non sorprendono.
Nell’ambito dell’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS), le casse di compensazione cantonali e professionali prelevano, in virtù dell’articolo 1 dell’ordinanza del DFI sulle aliquote massime dei contributi alle spese di amministrazione nell’AVS, contributi fino al 5 per cento della somma dei contributi dei datori di lavoro, che dipendono da una massa salariale in costante crescita; ciò avviene tra l’altro due volte: una per l’AVS e una per la cassa di compensazione per assegni familiari. Inoltre, a tre anni dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni della LAVS in materia, non vi è ancora trasparenza circa i contributi alle spese di amministrazione prelevati dalle casse di compensazione e le relative aliquote. L’articolo 157 OAVS e la summenzionata ordinanza del DFI, emanata nel 2011, non sono mai stati modificati, il che è in contraddizione con il tenore dell’articolo 67 LAVS.
In un difficile contesto di mercato, che esige dai datori di lavoro incrementi di produttività sempre maggiori, e alla luce dell’evoluzione demografica, che dal canto suo necessita di un contributo per il finanziamento delle rendite AVS, non vi sono motivi ragionevoli per i quali i datori di lavoro debbano continuare a essere gravati da contributi alle spese di amministrazione ingiustificatamente eccessivi e poco trasparenti.
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0