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Revoca della cittadinanza svizzera ai doppi cittadini condannati per terrorismo e crimini gravi

(26.3617)MozioneAssegnato alla commissione competente
Svizzera10 giu 2026
Profilo
Tipo
Mozione
Stato
Assegnato alla commissione competente
Parlamento
Svizzera
Numero
26.3617
Inizio
10 giu 2026
Riferimenti e fonte
Fonte ufficiale
Profilo ufficiale
ID esterno
20263617
Contributi(6)
  • Pascal SchmidRelatoreUnione democratica di centro
  • Justiz- und PolizeidepartementDipartimento responsabile
  • Staatspolitische Kommission NRCommissione competente
  • Fraktion der Schweizerischen VolksparteiAutore
  • Staatspolitische Kommission SRCommissione competente
Cronologia(7)
  • Assegnato alla commissione competente
  • Nella Commissione del Consiglio degli Stati
  • Adozione parziale : Punti 1 a 3 adottati; Punto 4 respinto.
    Consiglio nazionale
  • Pianificato nel Consiglio nazionale
  • La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Testi(4)
  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Revoca della cittadinanza svizzera ai doppi cittadini condannati per terrorismo e crimini gravi
  • Risposta del CF / UfficioTEXT

    Confederazione e Cantoni accordano la massima priorità alla salvaguardia della sicurezza interna. La revoca della cittadinanza va considerata nel contesto del dispositivo di lotta al terrorismo, che è stato potenziato negli ultimi dieci anni. La piattaforma di coordinamento operativa TETRA, istituita nel 2014, rafforza la collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni nel trattamento dei casi concreti. La legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI; RS 120) prevede dal 2022 numerose misure preventive al fine di individuare tempestivamente le minacce e impedire i reati.

     

    La Segreteria di Stato della migrazione si avvale della possibilità di revocare la cittadinanza soprattutto per combattere il terrorismo e l’estremismo violento. Finora sono stati avviati dieci procedimenti e in sette casi è stata revocata la cittadinanza svizzera. I motivi di revoca figurano in particolare nelle disposizioni penali relative ai reati gravi commessi nel quadro di attività terroristiche, le quali comprendono anche gli articoli 260ter, 260quinquies e 260sexies del Codice penale (CP; RS 311.0), menzionati nella mozione.

     

    La mozione chiede di estendere i motivi di revoca agli atti preparatori punibili di lesioni gravi (art. 260bis cpv. 1 lett. c CP) che non presentano un legame diretto con attività terroristiche. Imporrebbe inoltre di revocare la cittadinanza svizzera a un doppio cittadino considerato un potenziale terrorista (art. 23e LMSI; RS 120).

    Di conseguenza, a un doppio cittadino la cittadinanza svizzera potrebbe essere revocata già sulla base di un provvedimento amministrativo. Alla luce delle pesanti conseguenze di una revoca, in particolare l’espulsione dell’interessato dalla Svizzera, la richiesta di estendere i motivi di revoca va respinta.



    Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
  • Testo depositatoTEXT

    Il Consiglio federale è incaricato di presentare le necessarie modifiche legislative affinché venga disposta la revoca della cittadinanza svizzera e l’esecuzione dell’espulsione dalla Svizzera nei confronti dei doppi cittadini condannati con decisione passata in giudicato per:

    • crimini molto gravi (in particolare reati secondo l’art. 260bis cpv. 1 CP);
    • partecipazione a un’organizzazione criminale o terroristica, finanziamento o sostegno del terrorismo (art. 260ter, 260quinquies, 260sexies CP);
    • partecipazione o sostegno a un’organizzazione estremista o terroristica (art. 74 LAIn); o
    • che sono considerati potenziali terroristi (art. 23e LMSI).
  • MotivazioneTEXT

    Sempre più spesso la Svizzera è confrontata con atti di violenza di matrice islamista. L’esempio più recente è l’attacco terroristico all’arma bianca perpetrato a Winterthur il 28 maggio 2026, in cui un 31enne con doppia cittadinanza turco-svizzera ha ferito tre persone, alcune in modo grave. L’autore era già noto alle autorità in relazione alla propaganda dell'ISIS e a reti islamiste radicali.

     

    Da anni, il Servizio delle attività informative della Confederazione e il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) mettono in guardia da un’elevata minaccia del terrorismo. Questa valutazione trova conferma nel fatto che presso il MPC sono attualmente in corso oltre 140 procedimenti per terrorismo, soprattutto per estremismo jihadista.

     

    Già oggi è possibile revocare la cittadinanza svizzera (art. 42 LCit). Tale misura, tuttavia, non è quasi mai applicata e non è obbligatoria nemmeno in caso di crimini molto gravi e terrorismo. In totale, sono stati avviati soltanto dieci procedimenti e pronunciate solo tre revoche della cittadinanza svizzera (26.7450), nonostante secondo fedpol siano sorvegliati 44 potenziali terroristi. È evidente che qualcosa non funziona.

     

    È pertanto necessaria una base giuridica più efficace per la revoca della cittadinanza e l’espulsione in caso di crimini molto gravi e terrorismo. Chi minaccia in misura tale la sicurezza del nostro Paese deve perdere la cittadinanza svizzera e il diritto di soggiorno. 

     

    La nostra popolazione ha il diritto di non essere messa a rischio da pericolosi criminali estremisti e terroristi che disprezzano il nostro Stato liberale e democratico e calpestano i nostri diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. La modifica proposta è atta a proteggere meglio la nostra popolazione.

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0