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Stop alle esportazioni di armi dalla Svizzera e sì a una politica di pace svizzera coerente

(24.455)Iniziativa parlamentareLiquidato
Svizzera27 set 2024
Profilo
Tipo
Iniziativa parlamentare
Stato
Liquidato
Parlamento
Svizzera
Numero
24.455
Inizio
27 set 2024
Riferimenti e fonte
Fonte ufficiale
Profilo ufficiale
ID esterno
20240455
Contributi(20)
Cronologia(7)
  • Non è dato seguito
    Consiglio nazionale
  • Liquidato
  • Pianificato nel Consiglio nazionale
  • Fine delle discussioni della Commissione del Consiglio nazionale
  • Assegnato alla commissione competente
Testi(3)
  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Stop alle esportazioni di armi dalla Svizzera e sì a una politica di pace svizzera coerente
  • Testo depositatoTEXT

    La Costituzione è modificata in modo da vietare l’esportazione di materiale bellico, di beni militari specifici, comprese le armi di piccolo calibro e leggere, e di munizioni.

    Sarà possibile prevedere eccezioni per i dispositivi per lo sminamento umanitario, le armi da caccia o da tiro sportivo e per le armi utilizzate dall’Esercito svizzero nell’ambito di impieghi militari di promovimento della pace.

  • MotivazioneTEXT

    L’industria degli armamenti svizzera è orientata all’esportazione e i conflitti di interesse sono evidenti: la Svizzera investe molto in una politica estera incentrata sul promovimento della pace e sulla salvaguardia dei diritti umani, ma nel contempo approfitta finanziariamente del riarmo. Occorre chiedersi se gli sforzi dispiegati dal nostro Paese in favore del controllo degli armamenti e del disarmo siano credibili se proprio del materiale bellico svizzero alimenta i conflitti.

    Nell’Agenda ONU 2030 per uno sviluppo sostenibile, l’Obiettivo OSS 16 «Pace, giustizia e istituzioni solide» raccomanda una drastica riduzione del commercio internazionale di armi al fine di prevenire i conflitti e promuovere società pacifiche. La proliferazione delle armi facilita l’escalation dei conflitti, li prolunga e li intensifica. I resoconti dei media mostrano ripetutamente come anche il materiale bellico svizzero è causa di sofferenza: si vedano i fucili svizzeri nello Yemen, i cannoni antiaerei svizzeri nella guerra civile libica o le granate a frammentazione svizzere in Siria.

    L’industria degli armamenti svizzera rappresenta meno dell’1 per cento dell’economia di esportazione e poche migliaia di posti di lavoro per lo più in settori che soffrono di una forte carenza di manodopera qualificata: di conseguenza l’impatto economico è circoscritto. 

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0