Stop alle esportazioni di armi dalla Svizzera e sì a una politica di pace svizzera coerente
(24.455)- Tipo
- Iniziativa parlamentare
- Stato
- Liquidato
- Parlamento
- Svizzera
- Numero
- 24.455
- Inizio
- 27 set 2024
- Fonte ufficiale
- Profilo ufficiale
- ID esterno
- 20240455
- Katharina Prelicz-HuberI Verdi
- Isabelle ChappuisAlleanza del Centro
- Erich HessUnione democratica di centro
- Florence BrenzikoferI Verdi
- Nicolas WalderI Verdi
- Non è dato seguitoConsiglio nazionale
- Liquidato
- Pianificato nel Consiglio nazionale
- Fine delle discussioni della Commissione del Consiglio nazionale
- Assegnato alla commissione competente
- Titolo dell'oggettoStop alle esportazioni di armi dalla Svizzera e sì a una politica di pace svizzera coerente
- Testo depositato
La Costituzione è modificata in modo da vietare l’esportazione di materiale bellico, di beni militari specifici, comprese le armi di piccolo calibro e leggere, e di munizioni.
Sarà possibile prevedere eccezioni per i dispositivi per lo sminamento umanitario, le armi da caccia o da tiro sportivo e per le armi utilizzate dall’Esercito svizzero nell’ambito di impieghi militari di promovimento della pace.
- Motivazione
L’industria degli armamenti svizzera è orientata all’esportazione e i conflitti di interesse sono evidenti: la Svizzera investe molto in una politica estera incentrata sul promovimento della pace e sulla salvaguardia dei diritti umani, ma nel contempo approfitta finanziariamente del riarmo. Occorre chiedersi se gli sforzi dispiegati dal nostro Paese in favore del controllo degli armamenti e del disarmo siano credibili se proprio del materiale bellico svizzero alimenta i conflitti.
Nell’Agenda ONU 2030 per uno sviluppo sostenibile, l’Obiettivo OSS 16 «Pace, giustizia e istituzioni solide» raccomanda una drastica riduzione del commercio internazionale di armi al fine di prevenire i conflitti e promuovere società pacifiche. La proliferazione delle armi facilita l’escalation dei conflitti, li prolunga e li intensifica. I resoconti dei media mostrano ripetutamente come anche il materiale bellico svizzero è causa di sofferenza: si vedano i fucili svizzeri nello Yemen, i cannoni antiaerei svizzeri nella guerra civile libica o le granate a frammentazione svizzere in Siria.
L’industria degli armamenti svizzera rappresenta meno dell’1 per cento dell’economia di esportazione e poche migliaia di posti di lavoro per lo più in settori che soffrono di una forte carenza di manodopera qualificata: di conseguenza l’impatto economico è circoscritto.
Dati: OpenParlData · CC BY 4.0