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Per la sopravvivenza dell'Armenia

(22.320)Iniziativa cantonaleLiquidato
Svizzera12 ott 2022
Profilo
Tipo
Iniziativa cantonale
Stato
Liquidato
Parlamento
Svizzera
Numero
22.320
Inizio
12 ott 2022
Riferimenti e fonte
Fonte ufficiale
Profilo ufficiale
ID esterno
20220320
Trattande
Contributi(5)
  • Beat RiederAutoreAlleanza del Centro
  • ParlamentDipartimento responsabile
  • Aussenpolitische Kommission SRCommissione competente
  • Aussenpolitische Kommission NRCommissione competente
  • StänderatConsiglio iniziale
Cronologia(5)
  • Liquidato
  • Non è dato seguito
    Consiglio nazionale
  • Non dare seguito
    Commissione della politica estera CN
  • Assegnato alla commissione competente
  • Non ancora trattato dalla Camera
Testi(3)
  • Testo depositatoTEXT

    Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra, visto l'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999; visto l'articolo 115 della legge federale del 13 dicembre 2002 sull'Assemblea federale; visto l'articolo 156 del regolamento del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra del 13 dicembre 1985, considerando

    - la probabilità di nuovi e più violenti attacchi contro il territorio sovrano dell'Armenia e il suo popolo;

    - la retorica aggressiva dell'Azerbaigian che accusa di provocazioni l'Armenia contro la quale prepara chiaramente un attacco (visti il rafforzamento militare attorno all'Armenia, le recenti incursioni e i movimenti delle truppe azere a ovest, nel Naxçvan e lungo tutta la frontiera orientale);

    - la concentrazione di truppe turche e iraniane alle rispettive frontiere;

    - le ripetute violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario da parte delle forze armate azere, tra cui le esecuzioni sommarie di giovani soldati armeni catturati, lo stupro e lo smembramento dei corpi di donne soldato armene, atti resi ancora più crudeli dal fatto che sono filmati e pubblicati sui social network;

    - che questi attacchi rendono impossibile il raccolto autunnale agli agricoltori armeni provocando il rischio di carestia e la fuga della popolazione armena dalle zone limitrofe (alla frontiera o ai combattimenti);

    - che senza la ritirata delle truppe di Baku i negoziati avviati a Ginevra il 2 ottobre grazie alla mediazione del DFAE non hanno alcuna possibilità di successo;

    - che le argomentazioni infondate sul preteso "Corridoio di Zangezur", una realtà inesistente secondo il diritto internazionale, mostrano chiaramente le mire dell'Azerbaigian nella regione, vale a dire il controllo e l'annessione de facto della regione di Syunik e la creazione di una falsa entità politica;

    - la mancanza di garanzie di sicurezza da parte di qualsiasi organismo o ente internazionale per la popolazione dell'Armenia e del Nagorno Karabakh;

    - la responsabilità che incombe a tutti gli Stati democratici, in base al diritto internazionale e ai diritti umani, di risolvere i conflitti in modo pacifico;

    - la necessità di fermare i flussi di capitali che provengono dai Paesi europei e che sostengono di fatto l'aggressione azera contro l'Armenia,

    chiede all'Assemblea federale

    - di condannare l'Azerbaigian per la sua aggressione contro la Repubblica di Armenia e le crudeltà di cui si rendono responsabili le truppe azere;

    - di adottare le misure necessarie a impedire che questo conflitto sia finanziato dai proventi della vendita di materie prime azere in Svizzera;

    - di riconoscere il diritto all'autodeterminazione degli Armeni del Nagorno Karabakh;

    - di fare tutto il possibile, segnatamente tramite i canali che la Confederazione ha con il CICR e la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e altre organizzazioni umanitarie internazionali, affinché i prigionieri di guerra armeni attualmente detenuti in Azerbaigian possano tornare dalle loro famiglie.

  • Titolo dell'oggettoTEXT
    Per la sopravvivenza dell'Armenia
  • MotivazioneTEXT

    Nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2022 le forze armate azere hanno sferrato un massiccio attacco contro l'Armenia appoggiato da forze di fanteria, dall'artiglieria pesante e da droni. L'offensiva ha preso di mira le città sul confine orientale di Vardenis, Sotk, Dzhermuk, Goris e Kapan, che si trovano sul territorio armeno internazionalmente riconosciuto. Si sta preparando un nuovo attacco dal Naxçvan, un'enclave azera situata a ovest della regione meridionale dell'Armenia al confine con la Turchia. L'Azerbaigian sfrutta le difficoltà incontrate in Ucraina dalla Russia, le cui truppe assicurano il rispetto dell'accordo del 9 novembre 2020 sul cessate il fuoco tra Armenia e Azerbaigian. Baku intende così, da un lato, imporre a Erevan un trattato di pace che ignori qualsiasi status politico del Nagorno Karabakh, territorio autonomo abitato da armeni, e dall'altro creare un corridoio non soggetto al controllo armeno tra l'Azerbaigian e il Naxçvan per provocare un isolamento quasi totale dell'Armenia. Si tratta di un'aggressione ai sensi dello Statuto di Roma contro uno Stato e, quindi, di una flagrante violazione del diritto internazionale pubblico. La sovranità della Repubblica di Armenia è gravemente minacciata. L'Azerbaigian e la Turchia, con la passività della Russia sebbene formalmente alleata strategica dell'Armenia nell'ambito dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (OTSC), mirano ad annientare lo Stato armeno, portando così a compimento il genocidio degli Armeni del 1915.

Dati: OpenParlData · CC BY 4.0